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Obesita stop al marketing aggressivo

1 marzo 2008
Obesità: stop al marketing aggressivo

Obesità e sovrappeso sono le nuove emergenze mondiali. Le popolazioni occidentali sono malate di grasso e i numeri sono allarmanti: quasi due miliardi di persone sono sovrappeso e 300 milioni gravemente obese.
L'Italia, purtroppo, ha anche il triste primato europeo per quanto riguarda i bambini cicciottelli tra i 6 e i 9 anni: quasi 4 su 10 sono sovrappeso o obesi. Il problema non lascia indifferenti i governi, che cominciano a intervenire. Ciò nonostante la tendenza a consumare cibi grassi, zuccherati e salati non sembra arrestarsi, anzi. A questo si aggiunge il fatto che ormai si fa pochissima attività fisica.

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Pubblicità responsabile
Le iniziative di sanità pubblica ed educazione alimentare sono importantissime, ma purtroppo poco possono contro le sirene della pubblicità e i numerosi trucchetti ideati dalle multinazionali per vendere i loro prodotti. Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine che analizza il marketing di cibo e bevande destinate ai più piccoli dimostra come la pubblicità di cibi ricchi di grassi, zucchero e sale, abbia un impatto diretto sulle scelte dei bambini e quindi sulla loro salute.

Regole più etiche
Consumers International, l'organizzazione mondiale che riunisce le principali associazioni di consumatori, nella giornata del 15 marzo dedicata ai diritti dei consumatori, presenta una proposta "rivoluzionaria": un codice internazionale di autoregolamentazione sulla pubblicità di alimenti e bevande destinate ai più piccoli. Lo scopo è quello di prevenire i danni alla salute e le conseguenze economiche e sociali legate al consumo di cibi ipercalorici e nello stesso tempo di promuovere il concetto di marketing responsabile.

Uno spot su quattro è di cibo spazzatura
Da noi un simile codice sarebbe auspicabile: la pubblicità alimentare fa la parte del leone sull'insieme delle reclame, rappresentando più del 25 per cento di tutti i messaggi trasmessi nei più comuni orari di ascolto tv dei bambini. Tra gli spot, al primo posto, cioè due volte su dieci, troviamo prodotti come biscotti, merendine e altri alimenti ricchi di grassi e zuccheri.


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