Si è insediato presso la Presidenza del Consiglio un Comitato che promette di combattere la "pirateria multimediale e digitale". Si intravede il rischio che si voglia percorrere una strada già tracciata dal Governo francese, che va nella direzione di mettere in discussione, in nome della tutela del diritto d'autore, altri diritti e libertà fondamentali del cittadino, quali quello alla privacy, all'accesso all'informazione e all'utilizzo delle risorse informatiche. Contro il modello francese, in base al quale se un utente viene accusato di violare per tre volte gli altrui diritti d'autore si ordina ai provider di disconnetterlo, si sono espressi chiaramente sia il Parlamento europeo (il 24 settembre 2008) sia la Commissione (il 6 ottobre).
Non è certo un buon segnale il fatto che da questo Comitato siano stati esclusi molti soggetti che dovrebbero avere voce in capitolo: consumatori, utenti, provider, artisti e fornitori di contenuti. Su questo si basa una lettera aperta per il Governo, firmata anche da Altroconsumo assieme ad altri soggetti interessati.
Il pericolo da scongiurare è che, in nome della difesa del copyright, si violino i diritti di altri cittadini, come è successo da noi con i casi Peppermint e The Pirate Bay