La pubblicità incalza e invoglia, presentandoci l’acqua minerale sempre meno come una bevanda che serve ad accompagnare il cibo e sempre più come una fonte di salute e addirittura di bellezza. Non essendoci invece pressoché alcuna informazione sulla qualità dell’acqua che esce dal rubinetto di casa, si è naturalmente portati a pensare che questa non abbia nessuna delle proprietà vantate dalle acque in bottiglia e la si guarda con sospetto. La verità, lo diciamo sulla scorta di anni di analisi e controlli fatti da noi e pubblicati sulle nostre riviste, è che l'acqua minerale non è migliore dell'acqua potabile.
Spot e manifesti giocano su alcuni concetti chiave come la scarsa presenza di
sodio o il residuo fisso molto basso. Ora, chi deve osservare una dieta povera
di sodio, come gli ipertesi, non è certo dell’acqua che deve preoccuparsi, ma
semmai dell’alimentazione: il sodio abbonda in molti cibi, e quello che si può
assumere mangiando è senz’altro assai di più di quello che si ingerisce bevendo
un’acqua ricca di sodio. In ogni caso l’acqua potabile fornita dalla maggior
parte degli acquedotti ha livelli di sodio contenuti, perciò non c’è una grande
differenza rispetto alle minerali. Tanto più che alcune marche che vantano di
avere pochissimmo sodio, alla prova delle analisi ne hanno comunque poco ma più
di quanto dicono.
Quanto al residuo fisso, che testimonia la quantità dei
vari sali disciolti (sodio, potassio, magnesio, cloruri, solfati, bicarbonati),
sulle etichette è riportato come valore a 180 °C perché, dopo aver fatto
evaporare un litro d’acqua a quella temperatura, si può verificare quanti sali
sono rimasti. L’ideale per il consumo quotidiano è un’acqua oligominerale, con
un residuo fisso inferiore ai 500 mg/l.
Nelle inchieste condotte da
Altroconsumo sull'acqua potabile distribuita dall'acquedotto, nessun campione
prelevato dal rubinetto superava i 700 mg/l: l'acqua offerta dall'acquedotto,
quindi, è quasi sempre comparabile all'oligominerale.
Potremmo fare altri esempi, ma il concetto resta lo stesso: la qualità
dell’acqua potabile italiana è buona, non ci sono motivi fondati per ritenere
l'acqua minerale più salutare. Ciò non significa che l'acqua in bottiglia non
sia di buona qualità. Sopravvalutare la minerale però è poco ragionevole, tanto
quanto diffidare dell'acqua dell'acquedotto, rigidamente e regolarmente
controllata sotto il profilo igienico. Bere una o l'altra è una scelta
soprattutto di gusto, legata al sapore ed eventualmente alla voglia di
bollicine. Nessuna virtù particolare dunque e nessun rischio in gioco: bere
dalla bottiglia o dal rubinetto fa una notevole differenza solo per il
portafoglio.
Tra l’altro, a ben guardare, i soldi spesi per la minerale
servono non tanto a pagare la materia prima, ma tutte le altre voci che
gravitano attorno al business dell'acqua: pubblicità, trasporto,
imballaggio.