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Acqua potabile: buona e sicura
L'acqua del rubinetto è di buona qualità nelle maggiori città italiane. Eccellente a Potenza e Campobasso, e in altre otto città del centro-sud. Bocciata solo l'acqua di Reggio Calabria, per infiltrazioni di sale oltre i limiti consentiti. Tariffe diverse da città a città.
Inizia la campagna Bevi l'acqua di casa

Acqua di qualità: le nostre analisi
Altroconsumo ha verificato le caratteristiche che rendono un'acqua di qualità, come durezza, residuo fisso, sodio, cloriti, nitrati. E anche la sicurezza, controllando in laboratorio se vi fossero inquinanti tra i più insidiosi e incriminati, come metalli pesanti, pesticidi e solventi. Vagliata anche l'eventuale presenza di interferenti endocrini, nuovi contaminanti che potrebbero interferire sul sistema ormonale. Tutto in regola.

Si può bere dal rubinetto
I risultati dell'inchiesta che abbiamo realizzato nei capoluoghi di regione e provincia in giro per lo Stivale (isole comprese) sono cristallini. Non bere l'acqua di casa significa rinunciare a un prodotto buono, equilibrato perché oligominerale e super-economico: costa 250 volte meno che l'acqua griffata e venduta in bottiglia.

Tariffe: variano da città a città
Se nessuna falla compare nel lavoro che gli acquedotti e le Asl delle maggiori città italiane portano avanti, per garantire un prodotto salubre e sicuro a casa dell'utenza, diverso è il discorso sulle tariffe, disomogenee da città a città a tal punto da far sì che a Firenze si spenda il 300% in più che a Milano.

Abbiamo confrontato la bolletta annua su tre diversi profili di consumo. Una famiglia media utilizzando 200 metri cubi all'anno, in un anno spende per l'acqua a potabile a Firenze e Arezzo quanto per l'elettricità, oltre 440 euro. Un salasso, visto che a Milano e Venezia, per esempio, la stessa famiglia spende rispettivamente 110 e 154 euro. Nel mezzo tra i due estremi della classifica, esempi virtuosi come Catania, Roma, Catanzaro, Aosta e Campobasso, dove la stessa famiglia spende sotto i 200 euro. Ferrara, Ravenna, Perugia, Genova, Lecce e Bari, invece, seguono le due città toscane nella parte alta della classifica delle più care, tutte ben oltre i 300 euro. In questo la bolletta del servizio idrico fa acqua da tutte le parti.

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