Poca chiarezza
I messaggi pubblicitari di finanziamento per l'acquisto di un'auto, come si vede dagli esempi di queste pagine, sono in grandissima parte poco chiari e contengono, in misura differente, informazioni ambigue se non proprio ingannevoli. In primo luogo, è una consuetudine relegare il Tasso annuo effettivo globale (Taeg) in una posizione defilata. E invece il Taeg è proprio l'elemento più importante per capire veramente quanto costa il prestito che ci viene offerto per comprare la vettura. È calcolato, per legge, tenendo conto non solo del tasso di interesse, ma anche delle altre spese connesse al prestito. Nei messaggi promozionali questo fondamentale indicatore viene riportato quasi esclusivamente in noticine scritte a caratteri minuscoli. All'opposto, viene data grande enfasi, con slogan gridati a tutta pagina, al piccolo ammontare delle rate, in modo da invogliare il consumatore all'acquisto con rateizzazione del pagamento. Qualche pubblicità è sicuramente ingannevole perché il Taeg indicato non è affatto corretto, ma più basso di quello reale: viene infatti calcolato senza tenere conto di tutti gli elementi necessari (per esempio le spese per l'istruzione della pratica).
Nel nostro Paese è in vigore una norma specifica che si occupa dei messaggi pubblicitari ingannevoli, ripresa nel Codice del consumo (decreto legislativo n. 206 del 6 settembre 2005). In questo testo si afferma chiaramente che è un diritto fondamentale del consumatore quello di avere un'adeguata informazione e una corretta pubblicità (art. 2); inoltre si puntualizza che la pubblicità deve essere palese, veritiera e corretta (art. 19). C'è anche un esplicito riferimento al Testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1 settembre 1993), là dove si stabilisce che "gli annunci pubblicitari e le offerte, effettuati con qualsiasi mezzo, con cui un soggetto dichiara il tasso d'interesse o altre cifre concernenti il costo del credito, indicano il Taeg e il relativo periodo di validità" (art. 41).
Più chiari di così non si può essere. Eppure buona parte delle pubblicità che compaiono su quotidiani e periodici non rispetta le regole.
Avvisare il Garante
I consumatori hanno la possibilità di segnalare all'Antitrust una pubblicità che ritengono ingannevole. Basta inviare una lettera semplice all'indirizzo: Autorità garante della concorrenza e del mercato, Piazza G. Verdi 6/A - 00198 Roma. La segnalazione deve contenere le informazioni sul denunciante (nome, cognome, indirizzo...), le indicazioni che possano identificare la pubblicità contestata (per esempio, se pubblicata su un giornale va inviata una copia o fotocopia del messaggio promozionale), specificando gli elementi che si ritengono ingannevoli (per esempio, la presenza di informazioni poco chiare o scorrette). Per saperne di più sulle modalità della segnalazione vi rimandiamo al sito dell'Antitrust: www.agcm.it.
Va detto che i tempi per gli accertamenti non sono rapidissimi (passa circa un anno prima della decisione): ciò significa che l'eventuale sanzione per pubblicità ingannevole scatta quando ormai il messaggio pubblicitario è sparito dalla circolazione. Le procedure hanno senz'altro margini di miglioramento anche per quanto riguarda le competenze. A noi è successo, per esempio, di denunciare all'Antitrust una pubblicità riguardante prestiti personali, perché il Taeg non era corretto. Il Garante ci ha risposto che, data la natura della segnalazione, l'eventuale ingannevolezza doveva essere stabilita dalla Banca d'Italia e ha girato la pratica a quest'ultima. A sua volta la Banca d'Italia ha verificato che il Taeg era scorretto, ma ci ha risposto che non possedeva la competenza per dichiarare ingannevole il messaggio e che dovevamo tornare a rivolgerci all'Antitrust. Rimpalli di questo genere non giovano ad accrescere la fiducia dei consumatori nei confronti delle autorità che dovrebbero difenderne gli interessi.
Taeg da verificare
Che fare quando ci si trova di fronte a una pubblicità per l'acquisto a rate di un'auto? Per prima cosa non fermatevi alle promesse gridate a caratteri cubitali, ma andate a leggervi tutte le note che riportano le condizioni del prestito. Una cosa importante: non fidatevi del Taeg indicato nel messaggio promozionale, perché non sempre è corretto (ovviamente nella pubblicità è più basso di quello reale). Il Taeg va quindi sempre verificato. Per farlo potete utilizzare il nostro foglio di calcolo: lo trovate sul sito www.altroconsumo.it, nella sezione Servizi online, alla voce Calcolatori. Inserendo i dati richiesti sul prestito verrà calcolato il Tasso annuo effettivo globale, che vi fornirà la misura di quanto concretamente vi costa il finanziamento. Per giudicare la convenienza di un prestito non è sufficiente avere informazioni solo sul tasso di interesse, ma è necessario conoscere l'ammontare delle spese di istruttoria e di gestione pratica, la durata del finanziamento e l'anticipo richiesto per l'acquisto a rate.
Rate nascoste in nota
Questa Rexton si presenta come il "non plus ultra", ma il messaggio pubblicitario non è certo all'altezza delle credenziali.
Il Taeg è relegato all'interno di una noticina quasi illeggibile. Oltretutto l'asterisco che rimanda a questa parte del testo non fa riferimento al prestito, ma è posto al termine di una frase riferita all'assicurazione furto e incendio. Solo leggendo la nota viene chiarito che il finanziamento non è formato dalle sole ventiquattro rate da 250 euro (1% del valore da finanziare); queste rappresentano solamente l'antipasto: poi bisogna infatti pagare altre sessanta rate da 437 euro. Ma non è finita qui: il Taeg indicato nella nota, cioè il 6,97%, è più basso di quello che abbiamo calcolato noi, che tocca il 7,20%.
Un’idea poco chiara
Più che "cambiata", si potrebbe dire, parafrasando questa pubblicità della Fiat Idea, che "la musica è stonata".
Nel messaggio promozionale viene evidenziato che il "tasso scende a zero". In realtà l'informazione, esposta in questo modo, è tutt'altro che corretta. Bisogna leggere la noticina per chiarirsi le idee. Il finanziamento è infatti suddiviso in tre tranche: la prima di 24 rate al tasso del 3,95%, la seconda sempre di 24 rate al tasso dell'1,95%; solo la terza, di 12 rate, ha tasso zero. Attenzione, però: il tasso indicato è il Tan (Tasso annuo nominale), che non comprende tutte le spese; quindi, di fatto, gli interessi effettivi (quelli espressi con il Taeg) sono più elevati. Dai nostri calcoli il Taeg complessivo è pari al 6,87%, decisamente più elevato del tasso del 4,40% che viene reclamizzato.
Anticipo sotto il tappeto
Lo slogan della Ford Mondeo recita "tua a 139 euro al mese". Sembrerebbe un affarone: peccato che non viene specificato che prima di iniziare a versare le 24 rate mensili di 139 euro bisogna scucire un anticipo di ben 11.801,42 euro, in pratica la metà del costo dell'auto. L'informazione è, in questo caso, assolutamente fuorviante. Nella parte in cui si parla delle rate, non c'è alcun riferimento esplicito al Taeg, elemento indispensabile per conoscere quanto è realmente l'ammontare delle spese relative alla rateizzazione; manca addirittura il classico asterisco che rimanda alla solita noticina di spiegazione scritta in caratteri lillipuziani. C'è una nota a parte, sempre stampata con caratteri microscopici, in cui si indica un Taeg dell'8,93%, più basso di quello che abbiamo calcolato noi, cioè il 9,71%.