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Caffè solubile: un veloce compromesso

1 marzo 2007

Considerato più una soluzione d’emergenza che un piacere in tazzina, il caffè solubile si conferma tale nel nostro test. Tutti i prodotti (11 solubili classici e 5 decaffeinati) hanno lo stesso sapore, tra l’altro neanche particolarmente apprezzabile.

Il solubile teme l'umidità

Uno dei peggiori nemici del caffè solubile è l’umidità: assorbendo acqua, la polvere si appesantisce. L’aumento di peso, conveniente per il produttore, va a discapito della qualità del caffè. Il contenuto elevato di acqua può causare una più rapida degradazione, favorita da calore, luce e tempo. A tutela della qualità del prodotto, il tenore di umidità deve rispettare i limiti di legge: l’umidità non deve essere superiore al 5% per i caffè solubili classici, mentre i decaffeinati non devono superare il 4%.

Attenzione alla caffeina

La caffeina è una caratteristica naturale del caffè ed è strettamente legata alla singola varietà. Esiste un tenore medio di caffeina di riferimento, che cambia a seconda della varietà del caffè.
In generale, il tenore di caffeina è più elevato nella specie robusta (2,4%) e più contenuto nell’arabica (si aggira intorno all’1,3%). I decaffeinati, disciplinati dalla legge, non devono contenere più dello 0,30%
Possedendo caratteristiche farmacologiche di varia natura (provoca per esempio un aumento temporaneo della pressione arteriosa), l’assunzione di caffeina deve essere moderata.
Meglio non esagerare e non superare le 2/3 tazzine al giorno: il valore è comunque indicativo perché non tutti hanno la stessa sensibilità alla caffeina.
La caffeina di una tazzina di caffè espresso (25 ml) è la stessa contenuta in quasi due tazze di caffè solubile (125 ml) e in più di sei lattine di tè freddo (330 ml). Lo stesso tenore di caffeina si trova in tre tazze e mezzo di tè caldo (200 ml), in tre lattine di cola (330 ml) e in una lattina e mezza di bibita energetica (250 ml).

Il (poco) piacere del caffè solubile

Di qualsiasi genere sia, il caffè viene catalogato tra le piccole concessioni piacevoli della giornata: anche la versione solubile, dunque, pur non avendo le pretese di un espresso, deve avere la sua identità e peculiarità che ne renda gradevole il gusto.
Il caffè solubile però delude le aspettative alla degustazione: i prodotti solubili non hanno carattere. È piuttosto difficile distinguere le peculiarità di gusto che differenziano un prodotto dall’altro: al contrario, sembra emergere un vero e proprio appiattimento di sapori e una certa tendenza a imitare il leader di mercato. Le conseguenze sono abbastanza ovvie: i caffè hanno tutti lo stesso sapore, tra l’altro neanche particolarmente apprezzabile.

Marche testate

  1. Altromercato
  2. Caffé Hag
  3. Caffé Serrano (IN’S)
  4. Coop
  5. Esselunga
  6. Fidel
  7. Granarom (LIDL)
  8. GS
  9. Il meno caro (SMA – AUCHAN)
  10. Nescafé
  11. Splendid



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