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Inchiesta pesce allevato o pescato? Vi diciamo che pesci pigliare

1 settembre 2008
Inchiesta pesce allevato o pescato? Vi diciamo che pesci pigliare

Buona parte del pesce che acquistiamo è d’allevamento: nei nostri mari si pesca ancora, ma il quantitativo non è sufficiente per soddisfare la richiesta dei consumatori. L’acquacoltura ha permesso non solo di ottenere prodotti ittici in grandi quantità, ma anche a prezzi più competitivi. Intendiamoci bene: il pesce d’allevamento non è un alimento di serie B. Il motivo per cui costa di meno è perché l’acquacoltura è un metodo di produzione più economico rispetto al sistema della pesca e ha una resa superiore: qualsiasi specie ittica selvaggia ha un prezzo superiore rispetto al corrispettivo allevato.
La nostra inchiesta punta a capire se vale la pena spendere di più per comprare il pesce pescato, visto che, comunemente, si suppone che sia migliore sia dal punto di vista nutrizionale sia per il gusto.

C’è grasso e grasso
Chi compra il pesce lo fa per una buona ragione: cerca un alimento magro (rispetto a cibi ricchi di proteine) con un quantitativo di grassi limitato.

Come risulta dalla nostra inchiesta il pesce allevato però apporta non pochi grassi. Quello pescato contiene una percentuale di grassi inferiore rispetto a quello di allevamento. Non è però solo una questione di quantità, ma anche di qualità. Il grasso del pesce è composto in gran parte da Omega 3, acidi grassi essenziali con effetti benefici sul nostro organismo. Il contenuto di Omega 3 è uguale nel pesce allevato e in quello pescato? Se ci limitiamo al grasso quello selvaggio ne contiene di più. In realtà però 150 grammi di filetto di pesce d’allevamento, appunto perché più grasso, apportano più Omega 3 rispetto allo stesso corrispettivo di pesce pescato. L’Inran, l’Istituto nazionale per la ricerca sugli alimenti e la nutrizione, suggerisce di consumare pesce almeno 2-3 volte alla settimana.

Cosa dice l’etichetta Due regolamenti europei hanno stabilito l’obbligo di etichettare il pesce. La legge non vale solo per il pesce (fresco, surgelato, congelato) intero ma anche per quello in tranci, filetti e tritato. Ecco cosa non deve mancare in etichetta:

  • la denominazione commerciale della specie;
  • il metodo di produzione (pescato o allevato);
  • la zona di cattura per il pescato o la zona Fao. Per il pesce allevato deve essere specificato il Paese di provenienza (per esempio Italia, Turchia, Grecia e così via);
  • il prezzo di vendita (Kg) riferito al peso netto.



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