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Integratori alimentari per sportivi

1 giugno 2008
Integratori alimentari per sportivi

Gli integratori alimentari per sportivi fanno discutere. Lo sport deve piacere, divertire e mantenere in forma.
Troppo spesso invece tra gli sportivi prevale il desiderio della prestazione a "tutti i costi" e da questa si entra in un circolo vizioso alla ricerca di record personali con l’aiuto di sostanze sempre più forti. Sono molte le persone che si aiutano in palestra con aminoacidi e proteine, caffeina ... Senza dubbio prendere una pastiglia o mangiare una barretta è più facile e veloce che curare la propria alimentazione perché fornisca tutti gli elementi nutrizionali di cui abbiamo bisogno. In poche parole è la via più breve.

Integratori alimentari: la scelta più facile
Oltre a una componente di comodità, spesso il ricorso agli integratori alimentari nasconde il pressing di amici e compagni di allenamento o persino i consigli di chi frequenta l’ambiente sportivo. Allenatori, titolari di palestre, venditori in negozi specializzati e passaparola sono, dunque, ottimi canali di pubblicità. Il ragionamento fila liscio: se un prodotto è venduto nei supermercati o in farmacia non si può certo dubitare del fatto che sia pericoloso. A pochi, però, balena l’idea che potrebbe essere semplicemente inutile. Una domanda sorge spontanea: questi prodotti servono a qualcosa? In questo campo dove gli studi scientifici non offrono interpretazioni univoche e le valutazioni a lungo termine non sono ancora possibili, è meglio non sentirsi troppo sicuri di fronte a prodotti poco conosciuti. La posta in gioco è la vostra salute.

Vi avvertiamo noi
Le etichette di molti integratori per sportivi importati in Italia sono spesso incomplete, illeggibili o carenti dal punto di vista delle informazioni. Su internet sono tanti i prodotti che circolano senza troppi controlli. Esistono, per esempio, indicazioni importanti (in particolar modo per gli integratori di proteine e gli aminoacidi, tra cui la creatina) che devono essere sempre riportate in etichetta, ma che spesso mancano. Queste avvertenze devono esserci: in caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico; il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, epatica, in gravidanza e al di sotto dei 14 anni. Ricordatele, se decidete di comprare comunque questi integratori. La salute non va presa in modo sportivo. Ma è l’inutilità della grande maggioranza di questi prodotti il principale motivo per cui andrebbero lasciati sugli scaffali dei supermercati.

Seguite i consigli
Se fate un’attività fisica molto impegnativa, anche dal punto di vista della durata (per esempio una maratona), l’avversario principale sarà la fatica, causata dalla diminuzione delle riserve di carboidrati e dall’inizio della disidratazione. Solo in questi casi è giustificato il ricorso a integratori (carboidrati e elettroliti) per sopperire alla perdita di acqua e di sali minerali. Per attività poco frequenti, brevi e meno intense, invece, non servono: un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura, bilanciata tra carboidrati, proteine e grassi è il miglior carburante che esista per il nostro corpo.



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