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La genetica è già nel piatto

1 gennaio 1999


Soia transgenica, mais dal DNA modificato... Le manipolazioni genetiche non sono più confinate nei laboratori. Le piante manipolate vengono ormai usate per fabbricare alimenti che si comprano anche nei supermercati. Lo hanno scoperto le nostre analisi. Per le nostre analisi abbiamo scelto 50 prodotti alimentari a base di mais o soia: in 4 prodotti abbiamo trovato soia geneticamente modificata In tutti e quattro i casi l’etichetta non indicava la presenza di soia transgenica. D’altra parte la dicitura non era ancora obbligatoria, nel momento in cui abbiamo acquistato quei prodotti. D’ora in poi, invece, l’indicazione dovrebbe apparire ben chiara sulla confezione. Attenzione però: l’obbligo vale solo per gli alimenti prodotti dopo il 3 settembre ‘98, data dell’entrata in vigore della legge.

Le grosse industrie chimiche e agroalimentari sono le principali interessate alla diffusione degli alimenti geneticamente modificati. Le piante transgeniche forniscono una migliore resa a costi minori. Non stupisce, dunque, che le coltivazioni tradizionali vengano progressivamente abbandonate. Ciò implica anche la creazione di monopoli che diverranno incontrastabili per i piccoli agricoltori. Per quanto riguarda i rischi ambientali, il più consistente è che le piante geneticamente modificate si diffondano in modo incontrollato, finendo per diffondere il gene modificato anche a specie selvatiche o ad altre specie, con conseguenze imprevedibili per l’ecosistema. Vogliamo un’informazione trasparente, controlli efficaci. E’ necessario un comune investimento nella ricerca scientifica per accertarsi dei veri rischi per la salute e per l’ambiente.

I produttori dovrebbero essere obbligati a pagare non solo per i rischi attualmente conosciuti, ma anche per quelli che non si possono ancora prevedere (il cosiddetto “rischio di sviluppo”). Nessuno li obbliga a procedere nelle modificazioni genetiche: che se ne assumano tutte le responsabilità. Infine, il consumatore deve essere messo in grado di scegliere se comprare o no un alimento geneticamente modificato: l’informazione deve essere chiaramente indicata in etichetta. Questa esigenza si scontra con il fatto che in certi alimenti non rimane traccia della modificazione genetica. Una soluzione è rendere obbligatorio il sistema di tracciabilità. Il produttore deve certificare alle autorità di controllo l’origine delle materie prime che usa.


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