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Test sulle insalate in busta

1 giugno 2008
Test sulle insalate in busta

Le insalate in busta che abbiamo analizzato non presentano particolari problemi dal punto di vista igienico. Il punto senza dubbio debole è il loro prezzo.
Sempre meglio fresca e di stagione. Gira e rigira, il consiglio rimane quello di acquistare, quando possibile, verdura sfusa e intera: è ricca di vitamine e, se consumata in breve tempo, conserva tutto il suo originale sapore; inoltre, la qualità è visibile a occhio nudo.

Insalate acquistate nei supermercati
In realtà, nonostante l'ondata naturalista e salutista di gran moda nel nostro Paese, i prodotti già pronti e confezionati spopolano in molte famiglie italiane. E così succede anche per le verdure: il loro punto di forza è, naturalmente, la comodità. Basta solo aprire la busta, metterle in tavola e condirle. Questa comodità si paga però cara a livello di portafoglio. Nel marzo scorso siamo andati nei supermercati di quattro città (Milano, Roma, Bari, Palermo) e abbiamo acquistato della rucola da selezionare e lavare a un prezzo medio di circa 3,98 euro al kg. Negli stessi punti vendita abbiamo trovato lo stesso tipo di insalata, ma già lavata e imbustata, a un prezzo medio di 10,75 euro al kg. Considerando che in Italia il consumo medio pro capite di insalata è di 4 kg all'anno e prendendo come esempio una famiglia di quattro persone, il conto è presto fatto: a fine anno chi sceglie di acquistare e lavarsi la rucola sfusa risparmia circa 110 euro. La situazione non cambia se ci orientiamo sulla scarola: al supermercato la troviamo sfusa a circa 1,44 euro al kg, mentre in busta ci costa mediamente 9,20 euro al kg. Risultato? In un anno una famiglia di quattro persone che sceglie di lavarsi la scarola si tiene nel portafoglio circa 125 euro. Il risparmio può anche aumentare se al posto della grande distribuzione facciamo la spesa al mercato.

Verdura in busta: consigli per gli acquisti
Anche se il costo è elevato e la qualità non sempre brilla, non è il caso di bandire completamente dalle nostre tavole le verdure di IV gamma, cioè quelle lavate e pronte da condire.

Ecco alcuni consigli che possono essere utili per un consumo in tutta sicurezza di questi prodotti:

  • la qualità di conservazione dipende dal rispetto della catena del freddo. Al momento dell'acquisto verificate che le confezioni siano tenute nei banconi frigorifero ed evitate di scegliere quelle che si trovano più all'esterno nei banchi, che più facilmente sono soggette alla influenza della temperatura ambiente;
  • è meglio consumare queste verdure appena confezionate. Se riportata in etichetta, verificate l'età effettiva di ciò che acquistate controllando la data di preparazione. Se non c'è, tenete conto che la durata dei prodotti di IV gamma è mediamente di 5-6 giorni: consumate dunque il prodotto al massimo 3 giorni prima della scadenza;
  • a casa conservate queste verdure sempre in frigorifero;
  • dopo l'apertura della confezione questi prodotti si deteriorano velocemente: consumateli nell'arco di 1-2 giorni al massimo;
  • con il trascorrere del tempo le condizioni igieniche del prodotto tendono a peggiorare. Nonostante i produttori dichiarino che il loro prodotto è già lavato, rilavate le insalate prima di consumarle: questa semplice operazione è utile per abbattere una carica microbica eccessivamente elevata;
  • ovviamente i prodotti freschi sono sempre da preferire. In ogni caso, variate spesso nella scelta delle verdure: questo vi consentirà di evitare una eccessiva introduzione di nitrati (presenti anche in alcune verdure fresche) e di nitriti, che nei prodotti confezionati trovano l'ambiente ideale per svilupparsi.

Le marche del test

  1. Auchan
  2. Bonduelle
  3. Carrefour
  4. Chef Menu
  5. Conad
  6. Coop
  7. DimmidiSì
  8. Esselunga
  9. Fiorette
  10. Olio & Aceto
  11. Ortomio
  12. Sab



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