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Spinaci e fagiolini confezionati: com'è la qualità?

26 marzo 2016
Spinaci e fagiolini confezionati: com'è la qualità?

Quante volte ti capita di scegliere al supermercato le verdure già cotte o surgelate per ragioni di praticità e tempo. Ma che qualità hanno? Abbiamo testato decine di prodotti conservati, tra fagiolini e spinaci: la qualità è buona e possono aiutarti ad arricchire di verdure la dieta.

Il medico, si sa, consiglia le fatidiche cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, per garantire all’organismo il fabbisogno corretto di vitamine, fibre e sali minerali. Ma quanti di noi ci riescono? Forse, a rendere più facile questo obiettivo potrebbe essere il ricorso a prodotti dell’industria alimentare, più facili da conservare e da cucinare. Comodi sono comodi, non c’è dubbio. Ma la qualità? Abbiamo messo alla prova fagiolini e spinaci.

Il nostro test

Per dare una risposta ai dubbi più comuni abbiamo deciso di mettere sotto esame due tipi di verdure tra le più consumate, fagiolini e spinaci, in cinque diverse gamme: prodotto fresco, in scatola, surgelato, venduto fresco già pulito, venduto già cotto pronto al consumo. Per i prodotti surgelati e in scatola abbiamo acquistato i singoli campioni, dato una valutazione anche all’etichetta e alle informazioni che contiene. Per tutti i prodotti abbiamo poi svolto analisi di laboratorio alla ricerca di potenziali problemi e per confrontarne il tenore di vitamine e sali minerali. Per le verdure fresche, lavate e cotte non sono stati analizzati singoli campioni, ma insiemi di prodotti, costituiti in genere da tre campioni l’uno. Nel complesso possiamo dire che non abbiamo trovato prodotti da segnalare in negativo, ma le differenze non mancano. Anche nel prezzo: la comodità si paga.

Correttezza nei claim

Alcuni prodotti riportano sulla confezione dei claim nutrizionali, frasi che indicano particolari caratteristiche dell’alimento, il cui uso è regolamentato per legge. Riguardano il contenuto in fibre con indicazioni come “ricco di fibre” o “ad alto contenuto di fibre”, oppure il contenuto di vitamine, con indicazioni per gli spinaci quali “ricchi di vitamina A, K, folati” oppure “fonte naturale di vitamina E e calcio”. Tutti i claim sono in linea con il regolamento europeo 1924/2006.

Nitrati a norma di legge, nitriti assenti

Abbiamo verificato nelle verdure del test la presenza di residui di nitrati, sostanze chimiche largamente diffuse nel terreno e nelle acque, che derivano dalla degradazione della materia organica (humus). L’uso eccessivo di fertilizzanti azotati, sia chimici sia naturali, determina un accumulo di nitrati nel suolo e nelle piante, quindi anche nelle verdure, specialmente se a foglia larga come appunto gli spinaci. Per questi ultimi siamo sempre al di sotto dei limiti consentiti, mentre per i fagiolini, verdura a basso contenuto di nitrati, non esistono limiti legali. I batteri provenienti dal terreno possono trasformare i nitrati in nitriti che rappresentano un potenziale rischio per la salute. In nessuno dei campioni è stata rilevata la presenza di nitriti.

Pesticidi, ecco i più puliti

La presenza di eventuali residui di pesticidi, utilizzati in agricoltura per tenere microrganismi e insetti lontani dagli ortaggi, è stata verificata cercando più di 350 sostanze. Tra i surgelati, i pesticidi erano assenti negli spinaci e rilevati in tre campioni di fagiolini, anche se in quantitativi molte volte inferiori ai limiti di legge. Lo stesso vale per due diversi fagiolini in scatola. Nell’insieme dei freschi, dei freschi puliti e dei cotti, compresi gli spinaci in scatola, gli unici a contenerne, sempre in quantità non preoccupanti e lontane dai limiti, erano gli spinaci cotti.

Igiene: surgelato 1 – fresco 0

Uno dei motivi per i quali portare tante verdure a tavola è impegnativo: già solo pulirle può rivelarsi piuttosto laborioso. Abbiamo ricercato la presenza di corpi estranei nei nostri prodotti, trovando terriccio soprattutto negli spinaci freschi. Mentre la carica microbica ha spesso visto penalizzati i prodotti freschi rispetto ai surgelati. Poiché si consumano in genere dopo la cottura, la viene comunque abbattuta, eliminando i rischi. In nessun campione abbiamo trovato microrganismi pericolosi.

All’assaggio

I nostri esperti hanno effettuato l’analisi sensoriale completa dei prodotti. Sono stati valutati odore, sia appena aperta la confezione sia prima e dopo la cottura, colore, freschezza. Infine è stato dato un giudizio al sapore dopo la cottura. Non abbiamo riscontrato problemi seri, anzi nel complesso possiamo dire che per ogni categoria di prodotto ci sono sia prodotti ottimi sia medi.

Vitamine e minerali?

In partenza, diciamo subito che il contenuto di vitamine e minerali è nettamente maggiore nei prodotti freschi, seguiti dai surgelati, dai prodotti già lavati e dai cotti pronti all’uso. Però spinaci e fagiolini di solito si mangiano cotti: che cosa ci arriva nel piatto? Diciamo subito che la situazione dopo la cottura tende ad allinearsi, anche se ci sono differenze. La vitamina PP sostanzialmente dopo la cottura è a un livello abbastanza simile in tutti i prodotti, con i freschi sempre in testa e le conserve sempre all’ultimo posto. Per la vitamina C bisogna fare una distinzione. Nei fagiolini non si evidenziano praticamente differenze tra il quantitivo prima e dopo la cottura. Negli spinaci si è invece registrato un crollo in tutte le tipologie, tranne che nei surgelati. In ogni caso, il prodotto in scatola si rivela il più povero. Quanto all’apporto di ferro, resta abbastanza simile in tutti i prodotti. Tra gli spinaci vanno meglio quelli già lavati e quelli già cotti. Per il fosforo una volta cotti sono in testa i prodotti freschi, tra gli altri bene in particolare i surgelati. In conclusione, dopo la cottura tutti i prodotti diventano abbastanza simili. Per questo affiancare al prodotto fresco una soluzione più comoda, in particolare ricorrendo ai surgelati, non comporta il rischio di impoverire la propria dieta. A maggior ragione se l’alternativa è rinunciare.



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