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Epatite A: ritirati altri frutti di bosco surgelati

13 novembre 2013
Epatite A: ritirati altri frutti di bosco surgelati

Frutti di bosco surgelati sempre più nel mirino per il virus dell'epatite A: altri lotti risultati positivi. Continuano i controlli del Ministero della Salute che consiglia di consumare questo prodotto sempre dopo una bollitura di almeno due minuti a 100 C°. L'allarme dopo l'aumento degli infetti. Ecco la lista dei prodotti ritirati.

Continua la vicenda dei frutti di bosco surgelati prodotti in Italia, sotto accusa per la presenza del virus dell'epatite A.

I frutti di bosco ritirati

Da giugno 2013, a causa della sospetta contaminazione, sono stati ritirati a titolo precauzionale questi mix di frutti di bosco surgelati.

  • Frutti di bosco congelati (1000 g), lotto 49/13 (scadenza 08/2014) - prodotto da Erica, San Martino di Lupari (PD)
  • Bosco Reale (200 g.), lotto L 13036  scadenza 02/2015 - prodotto da Asiago Food, Veggiano (PD)
  • Bosco Buono, lotti L 13015 (450 g, scadenza 12/2014), L 13079 (300 g, scadenza 02/2015), L 13136, L 13129, L 13004, L 13059 (450 g, scadenza 01/2015) - prodotto da Green Ice, Ponte Crenna (PV)
  • Cocktail de fruits rouges, lotto 123101804A3 - prodotto da Picard I Surgelati Saronno (VA)
  •  I Frutti di Bosco, La Valle degli Orti, lotto: S1314408880 (300 g, scadenza 05/2015) e 3164088803 (scadenza 05/2015) - prodotto da Buitoni Nestlé
  • Abetone Frutti di bosco lotto: BZ 18913- prodotto da Danti Giampiero & C, Cutigliano (PT)

Cuocerli per almeno due minuti

Il Ministero della Salute ribadisce che - non essendo possibile escludere la presenza sul mercato di altri prodotti contaminati - è consigliato usare i frutti di bosco solo dopo cottura, facendoli bollire per almeno due minuti a 100 °C.

Le indagini e i controlli 

La Procura di Torino, dopo l'allarme lanciato dalle autorità, aveva inoltre già aperto un'inchiesta per commercializzazione di prodotti alimentari pericolosi su 10 aziende nei cui campioni prelevati - e commercializzati proprio nel torinese - è stato rilevato il virus: si tratta di aziende di Padova, Pavia, Ferrara, Parma e Cuneo, società di cui non sono stati ancora resi noti i nomi. I frutti di bosco analizzati provengono da Serbia, Ucraina, Bulgaria, Polonia, Romania e Canada. Intanto, dopo aver lanciato l'allerta alle Regioni, il Ministero della Salute continua l'attività di rafforzamento dei controlli con un piano di campionamento e analisi sia sul territorio che in frontiera per i frutti di bosco provenienti da Paesi Terzi e destinati al confezionamento e alla distribuzione in Italia.

L'aumento degli infetti

Dall'inizio dell'anno è stato registrato un incremento dei casi di epatite A in Germania, Olanda e Polonia. In tutti i casi, il contagio è stato ricondotto a turisti che avevano soggiornato nelle province di Trento e Bolzano nel periodo immediatamente precedente alla comparsa della malattia. Da marzo a maggio, inoltre, il Ministero della Salute ha registrato in Italia un aumento del 70% dei casi di epatite A rispetto allo stesso periodo del 2012 (l'incremento è concentrato prevalentemente nelle Province Autonome di Trento e Bolzano, in Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Veneto). Sembra che questi siano tutti correlati con il consumo di frutti di bosco misti surgelati preparati nel nostro Paese. L'Istituto Superiore della Sanità ha precisato che i casi di epatite A verificatisi dall’inizio dell’anno e fino al 30 settembre sono stati in tutto 1125.

Cos'è l'epatite A e quali sono gli alimenti a rischio

È una malattia infettiva, causata da un virus, che colpisce il fegato. Nel nostro Paese il contagio avviene principalmente attraverso il consumo di cibo o acqua contaminati, anche se non si può escludere il contagio da persona a persona. Il consumo di frutti di mare crudi è considerato il principale responsabile di insorgenza di epatite A in Italia ma, soprattutto negli utimi anni, sono state individuate altre tipologie di alimenti responsabili. Oltre a molluschi, crostacei e pesce, infatti, sono considerati a rischio vegetali, pomodori secchi, frutti di bosco e fragole. L'acqua contaminata è, in genere, il veicolo attraverso il quale il virus raggiunge gli alimenti.

I sintomi e come evitare il contagio

I primi sintomi di un'infezione da epatite A sono stanchezza, inappetenza, febbre e nausea. Dopo qualche giorno compare l'ittero, un colorito giallognolo della pelle, delle mucose e delle sclere degli occhi, causato da una elevata concentrazione della bilirubina nel sangue e sintomo di una diminuita funzionalità del fegato. Nei bambini l'epatite A può anche non presentare alcun sintomo e il decorso della malattina è generalmente benigno. La cottura dell'alimento è l'unico sistema che garantisce l'eliminazione del virus. Un lavaggio accurato può diminuire la concentrazione virale sulla superficie di frutta e verdura, ma non la elimina completamente. La vaccinazione può essere utile per proteggere chi viaggia in Paesi a rischio o per i familiari di persone infette.


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