Ancora troppe le mense scolastiche che non sono in grado di fornire un servizio di qualità sufficiente: scarsa igiene nelle cucine, refettori improvvisati, menu poco equilibrati. Questi i risultati dell’inchiesta condotta da Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori. Nove le città visitate: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Palermo, Torino e Venezia. In tutto 24 mense delle scuole elementari e dei rispettivi centri cottura. Da segnalare il comportamento reticente di Roma e Napoli, due grandi città che mancano nella nostra inchiesta perché le amministrazioni comunali non ci hanno autorizzato a visitare le mense e i centri di cottura. Cosa c’era da nascondere?, giriamo la domanda ai sindaci Walter Veltroni e Rosa Russo Jervolino.
Dieci centri di cottura hanno avuto un giudizio insufficiente. Ragnatele ovunque, zanzariere sporche, immondizie stipate davanti alla cucina senza alcun tipo di protezione. Questo il panorama sconfortante che abbiamo trovato in due centri di cottura di Milano. Gravi carenze igieniche anche a Palermo: muffa e melanzane marce nella cella in cui sono conservate frutta e verdura, colature di sangue rappreso nella cella delle carni (segno che la pulizia non è frequente), residui di cibo in quella di congelamento. E non sono che alcuni esempi.
Anche le scuole troppo spesso presentano carenze strutturali: nella scuola De Amicis di Palermo i bambini mangiano addirittura in classe, nella Due Agosto di Bologna la mensa è ricavata nell’atrio della scuola con le scarse tutele igieniche immaginabili.
Sul fronte dei menu, poi la dieta proposta ai bambini non sempre è equilibrata. Nelle mense scolastiche di Bari i contorni di verdura sono addirittura banditi con la sconcertante motivazione che non piacciono ai bambini. A Bologna e a Torino, invece, nei piatti compaiono un po’ troppo spesso polpette, polpettoni, salse e altri cibi a rischio sotto l’aspetto igienico. A Firenze troppi primi a base di burro e pietanze fritte. Positivo, invece, il giudizio per Genova, Milano e Venezia dove le mense offrono un menu vario e completo dal punto di vista nutrizionale.
Per finire i risultati delle analisi sulle pietanze: troppo spesso la temperatura non è quella dovuta con un conseguente aumento del rischio. L’insalata è l’alimento più sporco ma abbiamo trovato anche un microorganismo potenzialmente patogeno, il Bacillus cereus, nella minestra di pasta e patate servita nella scuola elementare Bonghi di Bari.
Altroconsumo ha scritto a tutte le amministrazioni comunali per chiedere più trasparenza e sollecitare un maggiore impegno per migliorare un servizio così importante per la salute e il benessere dei bambini.
Sul sito di Altroconsumo www.altroconsumo.it dal primo di ottobre trovate tutti i risultati dell’inchiesta città per città e di tutte le scuole visitate. Ci sono anche informazioni pratiche per i genitori che vogliono attivarsi per controllare cosa arriva nel piatto del loro bambino e una mini-guida sulla dieta ideale da seguire.