A fine dell’anno scorso l’Islanda è praticamente fallita, seguendo il collasso dei suoi principali tre istituti bancari: Glitnir, Landsbanki e Kaupthing.
I risparmiatori italiani che avevano acquistato obbligazioni emesse dalle suddette tre banche o che avevano comprato polizze vita contenenti questi titoli si ritrovano ora con in mano un pugno di mosche.
C’è la possibilità di recuperare almeno qualcosa? Sì, ma bisogna fare presto e iscriversi alla lista dei creditori. Le banche potrebbero aiutarvi, ma non sono obbligate.
Meglio va per chi aveva acquistano le polizze. Alcuni gruppi assicurativi si sono già mossi e hanno offerto la sostituzione delle polizze “marce” con altre che garantiscano almeno il recupero di quanto investito. Ma gli altri? Che fanno, non si muovono?
Aiutateci a saperne di più. Se siete rimasti invischiati nel crack dell’Islanda, diteci come si è comportata la banca o l’assicurazione che vi ha venduto questi titoli compilando il questionario che trovate qui in basso. Anche chi ha acquistato obbligazioni denominate in corone islandesi ci racconti la propria esperienza: visto che la corona islandese non è più ufficialmente scambiata dal dicembre 2008, che fine ha fatto il vostro denaro?