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Ritiro dei rifiuti elettrici ed elettronici: cosa fanno i negozi?
Dal 19 giugno i rivenditori sono obbligati a ritirare gratuitamente gli apparecchi elettrici ed elettronici usati (RAEE) se se ne acquistano di nuovi dello stesso tipo (ritiro 1 a 1). Abbiamo girato tra ipermercati e negozi specializzati e abbiamo scoperto che non tutto va come dovrebbe e che la gente è tutt'altro che informata. Guarda il video con telecamera nascosta.
L'impatto ambientale dei RAEE
I rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche (RAEE) hanno un forte impatto ambientale: sono in continua crescita a causa del rapidissimo ricambio (circa 5% annuo, più di qualunque altra tipologia di rifiuti domestici) e contengono sostanze inquinanti, non degradabili e pericolose. In questo filmato vi avevamo già mostrato le discariche selvagge in Africa, dove si accumulano vecchi televisori e computer fuori uso che diventano inevitabilmente un pericolo per l'ambiente e la salute.
I RAEE, invece, potrebbero essere una "miniera" di ingredienti recuperati (come ad es. ferro, alluminio, rame, argento…) che reinseriti nella catena produttiva eviterebbero il ricorso a nuove materie prime con tutti i problemi ambientali e sociali connessi alla loro estrazione e lavorazione.
L'intervento dell'Europa
L'Europa, preoccupata per l'aumento di rifiuti di questo tipo e per il loro forte impatto ambientale, ha stabilito, con apposite direttive già dal 2002 (2002/96/EC), che debbano essere opportunamente raccolti, recuperati e smaltiti.
Si stima che nel 2009 in Europa siano stati prodotti 9,5 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici, di questi solo 3,2 sono stati gestiti correttamente. Se i Raee fossero raccolti correttamente e inviati al reciclo, si potrebbe recuperare oltre l'80% tra materiali ed energia, addirittura per i piccoli elettrodomestici si può arrivare a tassi di recupero di quasi 90%, principalmente ferro e plastica
Dove vanno a finire invece 6,3 milioni di tonnellate di RAEE all'anno? Nella migliore delle ipotesi rimangono nelle case o nelle cantine, più spesso invece vengono dispersi nell'ambiente oppure esportati illegalmente nei paesi in via di sviluppo.
E in Italia?
Il nostro Paese ha recepito la direttiva europea con il decreto legislativo 151/2005, ma poi per mancanza dei decreti attuativi, l'applicazione è stata rimandata più volte.
Finalmente dopo anni di attesa (e di ritardo rispetto al resto d'Europa) dal 19 giugno 2010, chi distribuisce dispositivi elettrici ed elettronici (detti AEE), come ad esempio telefonini, frigoriferi, aspirapolvere (ma anche il termometro elettronico acquistato in farmacia o la chiavetta usb) deve assicurare il ritiro gratuito dell'apparecchio che viene sostituito al momento dell'acquisto di uno nuovo (ovviamente della stessa tipologia).
In Italia sono attualmente circa 3 kg i raee riciclati correttamente procapite, con una netta divisione tra il nord che ne recicla quasi 4,5 e il sud meno di 2 (gli obiettivi prevedevano di raccogliere 4 kg pro capite entro il 2006), contro i 7 kg di media europea.