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Aria pesante

1 novembre 2004
Aria pesante

 

Non aver cura delle risorse energetiche costa carissimo: in termini di denaro, di qualità della vita, di salute.

L'editoriale - Altroconsumo n° 176, novembre 2004

Non aver cura delle risorse energetiche costa carissimo: in termini di denaro, di qualità della vita, di salute. Se l’accaparramento delle risorse petrolifere genera guerre, l’incentivo al buon uso e al risparmio dell’energia e alla ricerca di fonti più pulite sembra non rappresentare un grande interesse. E invece lo è, eccome, per tutti i consumatori.

In Italia il consumo energetico di origine petrolifera è tra i più alti d’Europa e il costo del petrolio, mentre scriviamo, sfiora i 53 dollari al barile. Il petrolio alimenta in gran parte elettricità e riscaldamento, trasporto e attività domestiche, voci di spesa importanti e irrinunciabili per le famiglie e che incidono per quasi il 70% sull’emissione di gas serra.

Spenderemo sempre di più per vivere in un mondo peggiore? È evidente che servono protocolli internazionali e grande impegno nelle politiche energetiche nazionali e più ricerca scientifica che punti all’innovazione tecnologica dei prodotti e allo sfruttamento di energie pulite e rinnovabili. Ma gli accordi internazionali vengono adattati in funzione di interessi economici e le grandi compagnie petrolifere interferiscono nelle scelte dei governi più influenti.

Da noi, mentre i prezzi continuano a lievitare, si naviga a vista. La confusione è grande. Si è proposto di tassare le auto ad alto impatto ambientale: se è condivisibile l’idea di penalizzare chi inquina di più, è anche vero che così si concede, a chi può pagare, la licenza di inquinare. E si penalizza anche chi non può permettersi di cambiare la sua vecchia auto.

Inoltre, si fa passare il principio che possano ricadere sui consumatori i costi di inefficienze mai affrontate seriamente. Sarebbe meglio costringere la produzione a mettere sul mercato vetture più pulite. E incentivare la conversione delle auto a metano e Gpl, invece di chiudere i già pochi distributori esistenti.

Di fronte agli allarmi medici, che parlano di centinaia di morti per malattie respiratorie nelle città inquinate, si risponde con sporadici blocchi del traffico, che ci fanno respirare meglio, se va bene, un giorno o due.

Grandi disagi per i cittadini, soprattutto delle fasce più povere, cui il trasporto pubblico spesso non viene in soccorso, e poi, di nuovo, al punto di partenza. Contro l’alto costo della benzina, sono state rilanciate le targhe alterne: certo, si circola la metà, si spende la metà. Una volta la chiamavano “austerity”, almeno era chiaro di che si trattava.

Non vogliamo certo colpevolizzare chi si sposta in macchina perché non può farne a meno, ma dargli tutte le informazioni perché possa fare le scelte migliori, per sé e per la collettività. Nel test sulle auto indichiamo le macchine più consigliabili per i bassi consumi e le minori emissioni inquinanti: fare 100 km con sei litri anziché con dieci significa pagare la benzina quasi la metà.

Nei nostri test, indichiamo sempre i consumi degli apparecchi elettrici e da qualche mese abbiamo messo a disposizione sul sito un sistema per calcolare quanta energia consumate e quanto con comportamenti corretti potreste risparmiare. A proposito di produzione di energia elettrica e gas, è prevista a breve l’attuazione dei decreti sull’efficienza energetica, che dovrebbe instaurare un meccanismo virtuoso per cui l’operatore che sarà capace di fornire energia pulita sarà anche più economico di quello che inquina di più, costretto a pagare se non rispetta determinati limiti per le emissioni.

Se il mercato dell’energia diventerà davvero concorrenziale, permetterà a chi inquina meno di vincere anche la battaglia commerciale. Permettiamoci di sperare.


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