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Boicotta il carovita

1 ottobre 2005
Boicotta il carovita

E' tempo di agire: tanto o poco che sia, ognuno di noi deve fare quel che può per difendere il proprio potere d'acquisto e, al contempo, dare una scossa al mercato.

L'editoriale

E' tempo di agire: tanto o poco che sia, ognuno di noi deve fare quel che può per difendere il proprio potere d'acquisto e, al contempo, dare una scossa al mercato. Il fatto è che - invocate da anni - non sono state prese misure efficaci per contenere l'aumento della spesa delle famiglie né per favorire, in settori chiave come il commercio, i servizi, le libere professioni, una sana concorrenza. È vero, si è concessa ai farmacisti la possibilità di fare sconti sui farmaci da banco, si è fissato il tetto di spesa per i libri scolastici, ma sono misure limitate e, peraltro, come dimostrano le nostre inchieste, neanche applicate; c'è stato qualche blocco delle tariffe, che però non ha sortito a lungo termine alcun effetto.
In alcuni settori, tuttavia, si può risparmiare senza rinunciare alla qualità o a un buon servizio, ma occorre avere le informazioni giuste per farlo. Il monitoraggio di prezzi e tariffe, che effettuiamo costantemente da anni, serve proprio a dare trasparenza al mercato e a permettervi di scegliere con consapevolezza e di risparmiare. Ma le informazioni devono essere usate ogni giorno per avere effetti reali, non solo sulle tasche di chi sa approfittarne, ma anche per incentivare la concorrenza e  spingere al ribasso i prezzi, con vantaggi per tutti. Grazie alle nostre banche dati, potete scegliere il supermercato meno caro, l'Rc auto più competitiva, il conto corrente con meno spese, la tariffa telefonica o di accesso a Internet più conveniente per voi, il generico invece del farmaco di marca e così via. L'idea è di boicottare negozi e servizi oltre una certa soglia di costo e premiare chi fa i prezzi più equi. Abbiamo calcolato che si possono risparmiare fino a 2.000 euro all'anno, ma vale la pena di farlo anche per il principio, per sforzarsi di essere cittadini attivi. Per tutti questi scopi, lo scorso 8 settembre abbiamo lanciato l'iniziativa "Boicotta il carovita" e incontrato i consumatori in tre città italiane, Milano, Roma e Napoli, per offrire a tutti per qualche giorno l'accesso ai nostri servizi. Tra le altre cose, abbiamo rilevato, giorno per giorno, il prezzo della benzina, che solo nella prima settimana di settembre ha registrato un aumento del 2,8%. Eppure pochi sanno che le pompe praticano prezzi molto diversi, con differenze che arrivano all'8%: così abbiamo indicato soglie oltre le quali "boicottare" il distributore.
Questo non significa che non si debba fare qualcosa per impedire l'aumento dei prezzi: è tempo di agire anche per il Governo. Per quanto riguarda i carburanti, consentire anche ai supermercati di venderli sarebbe già un primo passo. Occorre poi agevolare l'informazione, per esempio con pannelli in autostrada che riportino i prezzi al litro dei successivi tre o quattro distributori, che in questo modo tra l'altro sarebbero obbligati a mettersi in competizione. A traino del prezzo della benzina, arrivano o arriveranno altri aumenti: proprio questo mese scatta l'aumento delle tariffe del gas (3,7%) e dell'elettricità (6%), più alto delle stime fatte nei mesi scorsi dall'Autorità per l'energia. Nuovi rialzi sono annunciati per gennaio 2006. L'unica soluzione è evitare sprechi, con il doppio vantaggio di ridurre la nostra dipendenza dal petrolio e di salvaguardare l'ambiente. Ma al Governo chiediamo per l'ennesima volta di ridurre le tasse, che pesano per ben il 40% sulle nostre bollette, e di intervenire sulla tassazione della benzina il cui prezzo è costituito per oltre due terzi da accise e Iva.



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