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Case in costruzione: una trappola di mattoni

1 luglio 2007

Una nuova legge offre maggiori tutele per chi acquista un appartamento sulla carta: fidieussioni, polizze assicurative, fondo di solidarietà, diritto di prelazione. Ma resta ancora una protezione teorica, perché la norma rimane largamente inapplicata.

Acquisto con troppe insidie

Grazie a una nuova legge, chi acquista una casa in costruzione è maggiormente tutelato rispetto al passato, quando il fallimento delle imprese edili gettava nella disperazione le famiglie a causa della perdita per intero dei loro soldi e dell'immobile.

Il costruttore è obbligato a stipulare con una banca una fideiussione a garanzia delle somme versate dall'acquirente. Dovrà consegnargli la fideiussione prima o al momento del compromesso, pena la nullità del contratto.

In caso di fallimento dell'impresa, verranno restituite solo le somme che risultano state versate, per cui se il costruttore vi chiede di versare acconti in nero - come spesso succede, magari per spuntare un prezzo inferiore è meglio rifiutare.
Al momento del rogito il costruttore dovrà consegnare anche una polizza assicurativa decennale, che risarcirà l'acquirente in caso di danni all'immobile derivanti da vizi e difetti costruttivi.

I costruttori eludono la legge

Il problema principale rimane uno ed è gravissimo: la mancata applicazione della legge. Assocond Conafi ha scoperto che nell'88% dei casi i costruttori, dopo l'entrata in vigore della norma (luglio 2005), non ha stipulato la fideiussione.

In un rapporto Conafi ha anche denunciato che, dal 1993 ad oggi, più di 200 mila famiglie italiane sono rimaste vittime di oltre 9 mila fallimenti immobiliari. Ogni anno vengono segnalati circa mille e cinquecento casi, ciascuno dei quali coinvolge in media 20 nuclei familiari. Lazio, Campania e Lombardia sono le regioni più colpite.



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