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Condizionatori e antenne: al fresco le trasmissioni

1 maggio 2007

Le installazioni di parabole e climatizzatori sono spesso motivo di contrasto tra i condomini. E non solo per problemi estetici. Ecco una guida per prevenire le contestazioni.

Vincoli per installare Parabole e condizionatori

Sia che si voglia installare un'antenna parabolica sia un condizionatare non è necessario chiedere il consenso all'assemblea condominiale. Vi sono comunque dei vincoli da rispettare se non si vuole incorrere in contestazione da parte dei condomini. Occorre quindi fare in modo che l'elemento esterno del condizionatore non sia troppo visibile, non minacci il decoro architettonico dello stabile, non ingombri parti comuni, non sgoccioli, non disturbi i vicini con emissioni di calore o rumore. Chi ne è disturbato può ricorrere al giudice civile oppure produrre un esposto amministrativo. Oltre alle sanzioni penali e amministrative l'autore può essere chiamato a pagare il danno, sia quello derivante da lesioni alla salute, sia quello patrimoniale conseguente al diminuito valore dell'immobile.

Se il rumore è insopportabile si può anche ricorrere in sede penale.

Nel caso in cui i disturbi che superano il limite della tollerabilità sono causati dall'impianto di condizionamento di una fabbrica o di un negozio, il giudice può stabilire un indennizzo in via equitativa, cioè tenendo conto anche delle esigenze della produzione industriale.

Libertà d'informazione

Il diritto di installare un'antenna parabolica gode di maggiori tutele perché è in qualche modo assimilato a quello alla "libertà di informazione", sancito dalla Costituzione. Il proliferare sui balconi di questi padelloni ha tuttavia spinto nel 2005 il ministero della Comunicazione a emettere un decreto che agevolasse l'installazione di impianti condominiali centralizzati e obbligando a standard di qualità tali da migliorare la ricezione di molte più stazioni. Si era visto, infatti, che le vecchie parabole condominiali consentivano la visione di un numero limitato di canali.

Per installare i nuovi impianti, che sono considerati delle "opere necessarie", la maggioranza nell'assemblea condominiale è abbassata a un terzo dei millesimi.



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