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Fotovoltaico: partono gli incentivi

1 dicembre 2007

Si chiama Conto energia ed è l'iniziativa rilanciata dai ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico per favorire la produzione di elettricità tramite impianti fotovoltaici. Rispetto a precedenti esperienze, per esempio il progetto "Tetti fotovoltaici", il contributo pubblico previsto non viene più assegnato a fondo perduto in relazione ai costi di installazione dell'impianto, ma viene riconosciuto come incentivo in base all'energia prodotta. In pratica, i vostri pannelli solari vengono allacciati alla rete elettrica: l'energia che producete in più rispetto al vostro fabbisogno viene accumulata o trasferita in rete. Il Gestore dei servizi elettrici (Gse) fa il conteggio di quanta elettricità avete prodotto e ve la paga a una tariffa pari a circa tre volte quella che normalmente vi addebitano in bolletta. Si instaura quindi uno scambio: se consumate più elettricità di quanta ne produce il vostro impianto fotovoltaico, pagherete la differenza al fornitore. Se invece ne producete di più, quella che non vi serve entra in rete e può prendere due strade: con la modalità chiamata "scambio sul posto" i kWh in eccesso vi rimangono in credito fino a tre anni; con la modalità "vendita", invece, il gestore ve li paga. < Quale delle due conviene? In linea di massima, date le tariffe applicate, è opportuno ricorrere alla modalità "vendita" solo se l'impianto produce almeno il 30% di energia in più rispetto al vostro fabbisogno.

L'impianto domestico
Un impianto fotovoltaico trasforma l'energia del sole in elettricità. Oltre che dalle caratteristiche tecniche dell'impianto, la capacità di produzione di energia elettrica dipende sostanzialmente dal grado di irraggiamento del luogo dove è posizionato, dal suo orientamento e dalla presenza, o meno, di zone in ombra. La posizione ottimale del pannello corrisponde all'esposizione a Sud dell'edificio, con un'inclinazione di circa 20-30 gradi rispetto al piano orizzontale. I risultati sono comunque buoni anche se il pannello viene localizzato in verticale sulla facciata Sud dell'edificio.

  • Produzione. Considerando pari a circa 2.700 kWh il consumo elettrico medio annuo di una famiglia italiana, si può ipotizzare che un impianto fotovoltaico in condizioni standard produca al massimo, per ogni kW di pannelli installati (kWp), 1.000 - 1.100 kWh annui in una regione settentrionale, 1.200 - 1.300 kWh in una regione centrale e 1.400 - 1.500 kWh in una regione meridionale.
  • Costi. In linea di massima un impianto da 1,2 kWp può costare circa 9.000 euro, mentre uno da 2,8 Kwp si aggira sui 20.000 euro. Ovviamente i prezzi mutano in relazione alla qualità e alla tecnologia del pannello. Per la nostra esperienza, non sempre è facile avere preventivi da parte dei produttori, che spesso rimangono sul vago trincerandosi dietro al fatto che il prezzo può cambiare in base al alcune variabili (struttura dell'edificio, localizzazione dell'impianto, difficoltà nei lavori di collegamento alla rete…). Fate attenzione al fatto che il costo totale applicato dal produttore implichi davvero tutte le spese, quindi per esempio anche quelle burocratiche relative alla documentazione necessaria per avviare il Conto energia e quelle attinenti alla progettazione.
  • Durata. Un pannello fotovoltaico ha una durata di vita media di oltre venti anni. Con il passare del tempo il sistema perde efficienza, ma in maniera contenuta. Prima di scegliere l'apparecchiatura da installare, valutate i tempi di garanzia del produttore: solitamente per i pannelli la garanzia varia tra i 5 e i 25 anni. Può valere la pena spendere un po' di più inizialmente ma avere una copertura migliore per più tempo. Una solida tutela di base dovrebbe assicurarvi una garanzia di almeno 10 anni, periodo di ammortamento della spesa iniziale. Oltre alla garanzia sui singoli componenti dell'impianto, con un costo aggiuntivo è possibile stipulare un'assicurazione per la copertura di rischi quali incendio, furto e danni legati all'interruzione del servizio.
  • Manutenzione. Ogni anno è opportuno che un tecnico verifichi l'integrità dei pannelli e l'efficienza della parte elettrica. L'installatore può offrirvi contratti di manutenzione.

Conto energia
Possono chiedere di accedere al Conto energia i proprietari di impianti fotovoltaici realizzati in base ai requisiti richiesti dal decreto ministeriale 19 febbraio 2007, purché non abbiano beneficiato dei vantaggi economici previsti dai precedenti decreti interministeriali del 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006. L'incentivo, che deve essere richiesto al gestore della locale rete elettrica (Enel, Aem, Acea…), viene concesso sia per i singoli impianti personali sia per quelli condominiali e per gli edifici pubblici.

  • Tariffa. Per impianti da 1 a 20 kW, cioè utilizzabili in villette e condomini, il Gestore dei servizi elettrici per 20 anni paga ai produttori domestici una tariffa differente a seconda del grado di integrazione architettonica dell'impianto nell'edificio: la tariffa è di 40 centesimi al kWh per impianti non integrati (per esempio in giardino o su un terrazzo), 44,5 centesimi al kWh per impianti parzialmente integrati (per esempio appoggiati sulle tegole) e 49 centesimi al kWh per impianti integrati (per esempio, parti integranti del tetto o pensiline). Informazioni dettagliate sono reperibili sul sito del Gestore (www.grtn.it).
  • Ammortamento. In linea generale il capitale investito per installare un impianto fotovoltaico con un buon livello di efficienza viene recuperato nel giro di 8 - 10 anni nelle regioni meridionali, mentre in quelle settentrionali bisogna attendere un paio di anni di più.



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