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Tariffe Internet Adsl

1 giugno 2007

I provider italiani ai quali ci si può rivolgere per navigare in rete sono un centinaio, che nel complesso offrono circa 350 tipi di differenti contratti, la metà dei quali prevede l'utilizzo dell'Adsl. Circa due terzi del mercato rimane nelle mani dell'ex monopolista, che mantiene una grande influenza per quel che riguarda la tecnologia e il livello delle tariffe; seguono a distanza tutti gli altri provider.

Il mercato italiano dei provider

La stragrande maggioranza dei contratti a banda larga offerti dai provider è di tipo flat: l'utente paga un forfait mensile, indipendentemente dalle ore effettive di navigazione in Internet. Nei casi restanti la tariffa viene invece calcolata in base al tempo. È proprio quest'ultima la formula più diffusa tra i navigatori italiani.

Nei contratti a consumo la velocità massima in download (cioè per ricevere file e scaricare pagine web) è solitamente di 640 Kbit/s, mentre per quelli flat si sale a 2.000 Kbit/s; in upload (cioè per inviare file) non ci sono distinzioni tra tipologie di contratto: solitamente la velocità massima è di 256 Kbit/s. Tenete però presente che la velocità dichiarata si riferisce a quella massima raggiungibile e che quindi non è affatto detto che si navighi sempre a quei livelli. Alcuni grandi provider stanno lanciando nuovi contratti con la cosiddetta tecnologia Adsl2+, che permette una velocità di accesso a Internet di ben 20.000 Kbit/s.

Le tariffe Adsl : confronto europeo

I contratti a consumo, rispetto a quelli flat, sono convenienti solo per gli utenti che non superano le 10 ore di connessione al mese. Nel complesso, i navigatori italiani che solo sporadicamente viaggiano in Internet sono maggiormente penalizzati rispetto a quelli di altri Paesi europei. Come due anni fa (vedi Ac 183, giugno 2005), abbiamo confrontato le tariffe nazionali con quelle di altri Paesi comunitari. Nel caso di 10 ore di connessione al mese, gli utenti italiani devono pagare tariffe mensili più elevate rispetto alle possibilità offerte ai loro omologhi stranieri. La situazione migliora se l'utilizzo della rete è un po' più frequente (30 ore al mese), ma precipita nel caso di connessioni corpose (150 ore al mese).

Di negativo va anche segnalata la scarsa concorrenza tra i provider, che sono praticamente allineati, con scarti minimi, sulle tariffe dell'ex monopolista.

Uno dei dati positivi dell'inchiesta si ha confrontando le tariffe odierne con quelle dell'indagine di due anni fa: in questo lasso di tempo il costo mensile dei contratti italiani è diminuito. Considerando un contratto flat base oggi si pagano circa 20 euro mensili, contro i circa 30 euro di due anni fa; anche la velocità è aumentata, passando da 1 a 2 mega. Ma si tratta di una magra consolazione, perché i migliori contratti europei distanziano quelli italiani sia sotto il profilo della convenienza sia sotto quello della velocità massima di connessione.

Marche testate
I provider italiani di cui abbiamo analizzato le tariffe:

   1. FastWeb
   2. Telecom Italia
   3. Tele2
   4. Tiscali
   5. Wind Libero

 



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