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Polizze sanitarie: poco utili
Costano molto e non sempre offrono protezione per tutte le spese per le quali sarebbero necessarie.
Spesso poi ci sono condizioni e clausole insidiose per il consumatore. Sono queste le conclusioni della nostra indagine sulle polizze malattia, un prodotto che in generale non ci sentiamo di consigliare.
Basta il servizio sanitario
Nel nostro paese la copertura sanitaria è gratuita e universale: questo significa che le spese a carico dei cittadini (tasse a parte) sono estremamente ridotte nel momento in cui si va in ospedale: a seconda delle regioni, al massimo si può pagare un ticket per fruire del pronto soccorso. Le polizze malattia invece sono care e offrono coperture che copiano quelle del servizio sanitario. Questo significa che alcune spese, come quelle dentistiche, (non passate dallo Stato), non risultano nemmeno coperte dall'assicurazione.
Clausole da leggere attentamente
Altri problemi riguardano la presenza di clausole vessatorie o insidiose nei confronti degli assicurati. Una è la possibilità per l'assicurazione di recedere dal contratto in caso di problemi. Un'altra è quella che prevede l'arbitrato obbligatorio. Infine, l'ultima è il periodo di carenza, cioè il fatto che una volta stipulata, la polizza entra in realtà in vigore qualche tempo dopo: di solito in caso di malattia, circa un mese dopo la firma.
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