I cittadini lombardi hanno ricevuto in questi mesi la Carta regionale dei servizi che, tra le varie funzioni, sostituisce il tradizionale tesserino sanitario cartaceo.
La Regione Lombardia presenta questo nuovo strumento come “una straordinaria innovazione per una nuova e più veloce interazione tra cittadino e pubblica amministrazione”.
Il problema è che i servizi online usufruibili attraverso la carta, sono per ora solo parole.
Nonostante questo, la Regione già chiede ai singoli cittadini di dare il proprio consenso per il trattamento dei dati personali, compresi quelli di carattere sanitario.
Noi sconsigliamo di firmare e restituire il modulo di consenso allegato alla carta, almeno finché la Regione non chiarisca bene in che modo saranno impiegati i dati personali dei singoli cittadini lombardi e quali saranno gli utilizzi non consentiti in nessun caso.
Nel caso si arrivi davvero alla realizzazione di una rete informatizzata dei dati sanitari, regionale o nazionale, quali saranno le informazioni contenute? Come saranno gestite? E, soprattutto, chi potrà accedere a questi dati personali? Solo i medici o, in prospettiva, anche altri operatori (aziende farmaceutiche, società assicurative…)?
La privacy va rispettata sempre, tanto più se si entra nel campo delle informazioni che riguardano la salute e che, se gestite male, potrebbero finire in mani sbagliate. In attesa di maggiori dettagli, quindi, riteniamo scorretto chiedere ai cittadini di firmare una cambiale in bianco.