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marzo 2008


Memorandum Altroconsumo per le elezioni politiche 2008
Lotta al carovita

Il nuovo indice ISTAT dei beni di più frequente consumo da parte delle famiglie conferma che l’inflazione percepita era ed è molto più vicina all’inflazione reale di quello che registrava e registra l’indice generale, d’altra parte il noto problema della quarta settimana che colpisce una fascia sempre più ampia della popolazione è ormai sotto gli occhi di tutti considerato che stipendi e salari non riescono a compensare i citati sviluppi inflativi.

Il quadro generale è, dunque, quello di un’economia in forte crisi rispetto alla quale il nostro Paese deve reagire non con palliativi di facciata, ma con coraggiose misure di sistema che, per avere un impatto significativo nel medio termine, vanno approvate subito in modo che diano immediatamente un segnale forte ai mercati.

L’istituzione di Mr. Prezzi, senza effettive armi di intervento a sua disposizione, rischia di essere inefficace rispetto a dinamiche dei prezzi che debbono rimanere assolutamente libere ma, quando si accompagnano o scaturiscono da fenomeni patologici, vanno colpite senza titubanze ed in maniera esemplare. Questo è quanto non si è purtroppo verificato di recente, ad esempio, nei settori dei carburanti, dei libri scolastici, del pane e della pasta, casi nei quali va riconosciuto all’Antitrust di aver aperto con sollecitudine un fascicolo, ma anche di non avere emanato esemplari misure cautelari, che avrebbero avuto un importante effetto deterrente.

Interventi fiscali previsti dalle ultime Leggi Finanziarie hanno cominciato a sollevare la questione di alcune spese rilevanti per le famiglie italiane, valorizzandole in sede di dichiarazione dei redditi con detrazioni ad hoc (spese per le palestre, asili nido, abbonamenti al trasporto pubblico, assistenza domiciliare…). Tuttavia gli importi riconosciuti sono del tutto insufficienti per dare un contributo serio al sostegno delle famiglie provate dalla difficile situazione economica. In realtà, se lo Stato vuole fare la sua parte e per aumentare il potere di acquisto e per rilanciare i consumi bisogna andare oltre il concetto delle semplici agevolazioni. Non c'è solo la strada della riduzione delle tasse sui salari, ma anche quella della riduzione delle tasse sui consumi, occorre, dunque, una vera e propria politica fiscale sui consumi come mezzo di contrasto al carovita e per il recupero del potere di acquisto.
 
Cosa propone Altroconsumo:

  • Chiediamo che speculazioni, cartelli o abusi di posizione dominante siano interrotti subito con misure cautelari immediatamente esecutive da parte dell’Antitrust che avrebbero il pregio di avere anche un importante effetto deterrente.  
  • Panieri di prodotti a prezzo calmierato sulla base di accordi tra la grande distribuzione e alcune amministrazioni locali, come ad esempio l’iniziativa stop ai prezzi in Lombardia e altre analoghe in altre regioni, non vanno bocciate tout court perché, comunque, possono essere di un qualche sollievo soprattutto per famiglie con reddito particolarmente basso, ma non sono certo risolutive. 
  • Occorre, invece, che si faccia trasparenza sulle varie filiere dalla produzione al dettaglio per individuare dove si annidano le speculazioni e che vengano messi a disposizione dei consumatori strumenti utili per fare la scelta più conveniente, solo così il consumatore, diventando soggetto attivo del mercato, lo renderà più efficiente.
  • Per quanto concerne, inoltre, i settori dove i prezzi sono ancora in parte regolamentati come, ad esempio, le tariffe ferroviarie, autostradali, i libri scolastici etc. lo Stato, nella situazione attuale, non dovrà concedere nulla, anche per non favorire pericolosi segnali inflativi.
  • Sul piano fiscale non basta un semplice aumento degli sgravi esistenti per sostenere le spese familiari, chiediamo, invece, l’adozione di una vera e propria politica fiscale sui consumi come mezzo di contrasto al carovita e per il recupero del potere di acquisto. Appare, in tal senso, opportuna la riformulazione degli articoli da 13 a 15 del DPR 633/72, in modo da escludere dalla base imponibile ai fini IVA qualsiasi voce di spesa che si configuri già come imposta o tassa. Questo avrebbe la duplice funzione di eliminare un assurdo fiscale – il fenomeno della “tassa sulla tassa” - e di limitare l’effetto del rincaro dei costi dei combustibili sulle tasche degli italiani. Allo stesso modo, occorrerebbe ridurre/sterilizzare le imposte non solo sui carburanti, ma anche sulle utenze luce, gas, e su altri beni/servizi di consumo, come conti correnti, telefonia, rc auto.
  • Chiediamo altresì che i beni, introdotti nella parte terza della Tabella A allegata al DPR 633/72, che fanno parte dell’alimentazione base delle famiglie italiane (come carne e suoi lavorati, pesce, yogurt, miele, marmellate, prodotti a base di cereali) vengano spostate nella parte seconda della stessa Tabella A così da essere tassate con aliquota IVA ridotta al 4%.


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