Più volte abbiamo evidenziato l’anomalia del sistema fiscale in base alla quale due famiglie identiche per reddito e composizione pagano le imposte in misura diversa a seconda che il reddito sia prodotto da una o due persone, con penalizzazione delle famiglie monoreddito. Appare necessario approvare finalmente una riforma strutturale del sistema impositivo che valorizzi il reddito prodotto all’interno dell’intero nucleo familiare e non tassi il singolo individuo.
Ci sono molti altri punti che possono essere migliorati nel rapporto tra il Fisco e il cittadino già adeguatamente regolamentato dallo Statuto dei diritti del Contribuente che, emanato nel 2000, ha fissato i doveri dell’amministrazione finanziaria e riconosciute anche una serie di garanzie al contribuente che ha diritto ad un’informazione fiscale chiara e semplice sia dal punto di vista dell’intelligibilità che dell’accesso alla stessa. Tuttavia, ad oggi, sono numerosissimi i casi di violazione dello Statuto da parte di norme fiscali ordinarie, che lo derogano ogniqualvolta le casse dello Stato hanno bisogno di essere rimpinguate: la prassi di uso sempre più comune è, infatti, quella di adottare norme fiscali retroattive contravvenendo quanto disposto dall’articolo 3 dello Statuto.
Un altro elemento che mina alla base un corretto rapporto fisco-contribuente è il reiterato ricorso allo strumento del condono fiscale che, in tutte le forme in cui viene declinato, risulta comunque altamente diseducativo e non induce certo i contribuenti al rispetto delle leggi. La mentalità evasiva ed elusiva dei contribuenti italiani si fonda, infatti, molto spesso sulla certezza che prima o poi ogni comportamento illecito venga sanato da condoni fiscali che periodicamente l’amministrazione finanziaria adotta.
Sempre su questa linea, ci sembra anche la procedura di accertamento con adesione, in vigore dal 1 agosto 1997. Sostanzialmente la procedura stabilisce il pagamento, con possibilità di rateazione, delle somme dovute entro termini brevi e il contestuale versamento delle sanzioni ridotte ad un quarto del minimo. Questa procedura viene spesso utilizzata in caso di accertamento di patrimoni di contribuenti facoltosi, che preferiscono, dato l’importo delle somme loro richieste, non procedere a contestazione ma versare quanto dovuto con un forte sconto.
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