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Diritti all'estero

Curarsi in Europa

Articolo pubblicato su Test Salute 80, giugno 2009

Se la vostra salute è dispettosa e durante una vacanza all'estero decide di darvi qualche grattacapo, è opportuno sapere come risolvere con serenità anche il più banale imprevisto. Non occorre interrompere il vostro soggiorno, perché tutti i cittadini europei che si trovano ad affrontare un problema di salute, mentre sono in viaggio in un altro Stato membro, hanno diritto a ottenere le cure sanitarie e il rimborso, grazie all'intervento dei Servizi sanitari nazionali.


L'imprevisto: cosa fare?

Un accesso diretto: se vi trovate in un qualsiasi Stato dell'Unione Europea e in quelli extra-Ue con cui l'Italia ha stipulato delle convenzioni, dopo aver presentato l'apposito documento, avrete diritto a ricevere l'assistenza sanitaria prevista senza oneri a vostro carico. Sarà la Asl di vostra appartenenza a provvedere alle spese.

Basta la tessera sanitaria. Lo strumento che vi consente di godere di un accesso diretto alle cure necessarie e urgenti durante una vacanza è la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (Team), che dal 1° giugno 2004 ha sostituito il modulo cartaceo E111. La nuova tessera, introdotta con l'obiettivo di agevolare la mobilità delle persone nell'Ue, è un documento personale, che presenta un formato unico per tutti i 27 Stati della Ue. Nel nostro Paese viene rilasciata a tutte le persone iscritte al Ssn in possesso della cittadinanza italiana, con residenza in Italia. Ogni Stato membro, in base alle decisioni comunitarie, ha stabilito se emettere la Team come Tessera autonoma, oppure se integrarla nella Tessera sanitaria nazionale, già esistente. L'Italia ha optato per questa seconda possibilità, emettendo un'unica tessera con le funzioni di tessera sanitaria nazionale sul fronte e di Team sul retro.

Con la Team potrete accedere ai servizi sanitari pubblici del paese in cui vi trovate, esattamente come i suoi residenti. Questo significa che se per la legislazione dello Stato che vi ospita è previsto per alcune prestazioni il pagamento di un ticket, anche voi dovrete pagarlo.

Prestazioni previste. Il personale sanitario del Paese in cui soggiornate non è tenuto a fornirvi quei trattamenti (come le cure dentistiche) che possono attendere il vostro ritorno a casa. Inoltre, se dovete intraprendere un percorso terapeutico che prevede trattamenti prolungati e visite di controllo, allora potrete ricevere la prima assistenza nel paese straniero, a cui seguirà una visita a casa da parte del vostro medico curante.

Attenzione: la tessera non consente di richiedere il trasferimento gratuito nel Paese di origine in caso di grave trauma o malattia. Per questo è necessaria una copertura assicurativa ad hoc (ce ne siamo occupati su SD 95, luglio 2007). Nel caso abbiate smarrito o dimenticato la tessera è opportuno contattare la vostra Asl.

Pianificare un intervento

Diversa è la situazione nel caso in cui vogliate andarvi a curare all'estero per scelta. Poiché il nostro Ssn assicura a tutti i cittadini un'assistenza sanitaria in forma gratuita, per ricevere cure all'estero si devono verificare due condizioni: avete bisogno di una prestazione di altissima specializzazione che non potete ricevere in Italia in maniera tempestiva o in forma adeguata; i tempi di attesa per la vostra cura o intervento non sono compatibili con la malattia.

Come fare? Se si verificano questi due casi dovete recarvi alla vostra Asl di residenza e presentare la domanda di cure all'estero, insieme a una relazione medica, che motivi la richiesta e contenga l'indicazione del centro al quale vi volete rivolgere. L'Asl, a sua volta, invia la richiesta al Centro regionale di riferimento, che deve esprimere il proprio parere sulla richiesta. I criteri su cui si basano i centri per accettare la domanda sono, come sottolineato in precedenza, due: l'inadeguatezza e la tempestività.

Se il centro di riferimento esprime un parere positivo e se la struttura estera individuata è pubblica o privata convenzionata, la Asl rilascia il documento E112 e l'assistenza vi verrà erogata in forma gratuita. Se, invece, la struttura estera è privata, l'Asl vi rilascia un'autorizzazione scritta, grazie alla quale potrete chiedere il rimborso della spesa che avrete anticipato, al vostro rientro in Italia.

Naturalmente dovrete presentare tutte le fatture e i documenti relativi alla prestazione ricevute. Attenti, dunque, a non smarrirli.

  • Se la risposta è no. Se l'Asl esprime un parere negativo sul vostro caso, il ministero della Salute dà le seguenti indicazioni:
  • se viene rigettata la vostra domanda di autorizzazione di recarvi all'estero per farvi curare potete presentare ricorso, in questo ordine: al Direttore generale della Asl, al tribunale amministrativo regionale (Tar), al Consiglio di Stato in sede di appello; infine al Presidente della Repubblica con ricorso straordinario;
  • se vi viene rigettata la domanda di rimborso di eventuali spese sostenute, potete ricorrere: alla magistratura ordinaria (giudizio di 1° grado), alla magistratura ordinaria di appello (giudizio di 2° grado), alla magistratura di Cassazione (giudizio di 3° grado).

Infine, potreste rivolgervi anche alla Corte di Giustizia della Ue.

I nostri soci raccontano

"Era stata operata d'urgenza di appendicite, la nostra socia Sara Cattaneo, proprio pochi giorni prima della partenza per le sospirate vacanze in Croazia. L'intervento riesce perfettamente, ma Sara ormai ha prenotato la nave e non ha il tempo di aspettare che le tolgano i punti. Decide di partire lo stesso. Nessun problema: presentando la tessera sanitaria Team presso il pronto soccorso dell'isola di Korcula e spiegando ai medici il suo caso, i punti le vengono rimossi senza obiezioni e gratuitamente." (Sara Cattaneo, Milano).

Doppia tessera: nazionale ed europea

Se la tessera dovesse riportare dati anagrafi ci errati, la correzione si può richiedere a un qualsiasi Ufficio dell'Agenzia delle entrate.

La tessera ha una validità di cinque anni, a meno che non sia indicato diversamente da parte della Regione di appartenenza.

In prossimità della scadenza, l'Agenzia delle entrate (o la Regione competente) dovrebbe provvedere automaticamente a inviarvi la nuova tessera: prima di partire per un periodo di vacanza, meglio comunque controllarne la validità.

Cure in tutta Europa: una strada lunga e difficile

La Corte di giustizia europea ha sostenuto a più riprese il diritto dei singoli pazienti di farsi curare in un altro Stato membro e di essere rimborsati dallo Stato di origine. Tuttavia manca, tuttora, uno strumento legislativo adeguato ad applicare il principio a tutti i cittadini che ne fanno richiesta.

Nel luglio 2008 è stato proposto un progetto di direttiva europea per l'applicazione dei diritti dei pazienti in tema di assistenza sanitaria transfrontaliera. Il diritto, affermato più volte dalla Corte di giustizia europea, non è infatti ancora sostenuto da strumenti legislativi adeguati. Purtroppo finora non sono stati fatti passi avanti e la situazione sociale ed economica che si sta delineando non consente di farsi illusioni: ben altre sono, infatti, le priorità ai tavoli di discussione a Bruxelles.

  • Mobilità dei pazienti e collaborazione. La proposta, il cui obiettivo è quello di permettere ai cittadini una mobilità sanitaria all'interno della Ue, sarebbe stata anche l'occasione per creare le basi per una stretta collaborazione fra i singoli sistemi sanitari nazionali. Infatti, nel progetto di direttiva era prevista una cooperazione fra gli Stati, per l'istituzione di reti di centri di riferimento europei, per fornire assistenza sanitaria ai pazienti le cui patologie richiedono una concentrazione particolare di risorse o di competenze, coniugando un'assistenza di elevata qualità a costi ragionevoli. Queste reti avrebbero potuto anche diventare nodi fondamentali per la formazione, la ricerca, la diffusione delle informazioni e la valutazione in campo medico, dando vita a un'assistenza sanitaria eccellente a costi sostenibili.
  • Molti gli ostacoli. Perché la direttiva si è arenata? In un panorama in cui molti fattori (come l'invecchiamento della popolazione e la conseguente crescita di patologie croniche e disabilitanti) hanno mandato in tilt i tradizionali sistemi di finanziamento della spesa sanitaria, c'è stato il timore che un maggior impegno economico per l'assistenza transfrontaliera potesse compromettere le risorse disponibili per i servizi sanitari nazionali. Inoltre una proposta di questo tipo va inevitabilmente a toccare interessi di parte, dato che sarebbe necessario stabilire prezzi equi per l'assistenza sanitaria all'interno di tutti i Paesi della Ue. A ciò si aggiunge che con l'avanzare delle nuove tecnologie - con l'imporsi della così detta ehealth, ovvero sanità elettronica - non è più strettamente necessaria la mobilità dei pazienti da uno stato all'altro, perché a viaggiare sono direttamente i dati dei cittadini, che corrono veloci sul web. Una modalità di comunicazione di grande attualità e valore, la cui realizzazione non può, però, prescindere da una compatibilità (interoperabilità) delle diverse tecnologie impiegate dai sistemi sanitari degli Stati membri. Cosa non facile da realizzare.
  • Un progetto sospeso. A che punto siamo oggi? Dal momento della presentazione della direttiva a oggi, il testo, su volere degli Stati membri, è stato emendato, ma rispetto all'originale, la proposta che ne è uscita penalizza il libero movimento dei pazienti, prevedendo maggiori restrizioni a livello nazionale e lasciando cadere passaggi importanti sugli standard di qualità e sicurezza dell'assistenza offerta nei singoli stati. Purtroppo la crisi economica che sta investendo anche l'Europa ci fa pensare che nell'immediato futuro sarà difficile parlare di mobilità dei pazienti.

Cosa fare se vi ammalate oltrefrontiera

Tutti i cittadini europei, mentre sono in viaggio in un altro Stato membro, hanno diritto a ottenere le cure sanitarie e il rimborso, grazie all'intervento dei sistemi sanitari nazionali.

Se vi trovate in qualsiasi Stato dell'Unione europea e in quelli extra-Ue, con cui l'Italia ha stipulato delle convenzioni e vi capita un problema di salute, imprevisto e del tutto inatteso, dopo aver presentato la Tessera europea di assicurazione malattia (Team), che in Italia coincide con la tessera per l'assistenza sanitaria nazionale, potrete usufruire delle cure necessarie, e sarete risarciti dalla vostra Asl.

Pianificare un intervento all'estero è consentito solo se avete bisogno di una prestazione che non potete ricevere in Italia o se i tempi di attesa sono troppo lunghi: dovete recarvi alla vostra Asl di residenza e presentare la domanda, insieme a una relazione medica, che motivi la richiesta e contenga l'indicazione del centro al quale vi volete rivolgere. In generale, comunque, nonostante un buon interesse per il tema, da una recente indagine Eurobarometro emerge che i cittadini italiani privilegiano l'assistenza sanitaria nel nostro Paese.


 

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