Un nuovo vaccino è arrivato in Italia. Si chiama Gardasil, e combatte il papilloma virus umano (Hpv), che può causare tumori al collo dell'utero. L'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha approvato lo scorso febbraio la sua commercializzazione nel nostro Paese.
Secondo i dati dell'Istituto superiore di Sanità, questo tipo di cancro colpisce ogni anno nella penisola 3.500 persone e causa circa mille decessi. Le autorità sanitarie lo considerano essere il secondo tipo di cancro più frequente nelle donne, con circa 500.000 nuovi casi ogni anno in tutto il mondo e 250.000 morti. Come ha ricordato il ministro della Salute Livia Turco, l'Italia sarà il primo paese in Europa a vaccinare gratuitamente le giovani donne contro il papilloma virus. La vaccinazione richiederà tre dosi, con la seconda e la terza rispettivamente a due e sei mesi dalla prima.
Fino a qui la cronaca. Da adesso in poi le nostre perplessità.
Dobbiamo anzitutto segnalare che al momento di andare in stampa siamo ancora in attesa del decreto ufficiale riguardante la campagna di vaccinazione.
Poi, le autorità sanitarie e la casa produttrice spiegano che Gardasil dovrebbe impedire principalmente due cose: il tumore al collo dell'utero (o cervicocarcinoma in linguaggio medico) e quelle modificazioni (o displasie) alle cellule del collo dell'utero che potrebbero poi trasformarsi in cancro. Il condizionale è in questo caso d'obbligo, per almeno tre buoni motivi.
Al di là dei dubbi sul vaccino, ecco tre consigli per prevenire le lesioni al collo dell'utero e l'infezione da papilloma virus.