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Ebook: la scuola è pronta?
Testi scaricabili online, meno cari e più leggeri, per studiare stando al passo coi tempi. Lo dice un decreto, ma scuola ed editori non sembrano pronti.

La grande rivoluzione digitale arriva anche nella scuola italiana. A partire dall'anno scolastico 2011-2012, un decreto stabilisce che i libri scolastici dovranno essere elettronici (ebook). Il rischio però è che l'innovazione non venga pienamente recepita da un sistema scolastico ancora piuttosto arretrato e povero di finanziamenti.

Cosa dicono gli editori
Le case editrici si dicono pronte: i libri in commercio esistono già in versione digitale e per scaricarli sui libri elettronici non ci vuole molto. Rimane però il problema dei prezzi: secondo gli editori non dovrebbe scendere più di tanto, anche se la distribuzione e la stampa non peseranno più sul costo finale del libro.

Una situazione fluida
Insomma la rivoluzione annunciata non è detto che si verificherà effettivamente. Nelle scuole italiane spesso manca l'infrastruttura tecnologica basilare e gli editori traccheggiano: non hanno voglia di affrettare i tempi, col rischio di alienarsi una golosa fetta di mercato. E come al solito nella normativa italiana esiste qualche scappatoia: il decreto sui libri digitali contiene un invito condivisibile, ma forse non delinea affatto una rivoluzione: la possibilità di scegliere libri in formato "misto" è una porta aperta a quanti vorranno continuare a produrre gli stessi manuali, mettendo in appendice qualche link in più.

"Aspettando l'eboom"
Antonio tombolini - simplicissimus

Intervista ad Antonio Tombolini, esperto di editoria digitale, creatore di Simplicissimus book farm, azienda che vende lettori di ebook e fornisce servizi agli editori che vogliono convertire i loro titoli in formato digitale.

A che punto è l'ebook in Italia?
Gli editori hanno maturato l'idea che una transizione al digitale è inevitabile. Ma mettere in crisi un modello su cui hanno vissuto fino ad oggi è difficile.

Quanti lettori di ebook si vendono?
L'avvento della tecnologia e-ink è stato il punto di svolta e ha consentito di produrre strumenti che garantiscono una lettura prolungata e confortevole. Lo strumento quindi c'è, e che funzioni lo dimostra il caso del lettore Kindle di Amazon, ma il traino principale sono i libri. Noi abbiamo venduto nel 2008 circa 3.800 lettori ebook in Italia in totale assenza di contenuti. La diffusione potrebbe impennarsi se le case editrici si decidessero a produrre libri nel formato giusto.

Esiste uno standard?
Si è costituito un consorzio tra tutti i maggiori player, Philips, Sony, Amazon, che ha portato alla messa a punto di un formato di archiviazione digitale dedicato ai libri con uno standard aperto, non proprietario. Oggi l'editore sa che convertendo i suoi libri nel formato epub si ritrova un archivio digitale duraturo. Tutti i grandi gruppi stanno preparando senza troppo clamore i loro archivi epub e il bello è che si tratta di un formato trasversale: se voglio posso leggermelo anche sul telefonino oppure sul computer oltre che sull'ebook reader.

E la pirateria?
Come è successo per la musica, è un problema che gli editori si stanno creando da soli: la pirateria può solo essere stimolata dall'assenza di un'offerta legale a buon prezzo.

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