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Tre nuovi bond Royal e uno Citigroup


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31 mag 2010

Tra questi nuovi bond solo uno può valere una scommessa da parte di uno speculatore.



Variabile max 6%: non eccezionale


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Variabile max 6% (Isin NL0009408970) ha durata di 8 anni. Le cedole sono trimestrali e il loro importo lordo annuo è pari al tasso euribor 3 mesi (oggi lo 0,7%) più l’1,8% (oggi sarebbe quindi pari al 2,5%). L’importo complessivo annuo delle cedole non può superare il 6%. Interessante? Come struttura è migliore di altri titoli a tasso variabile di emittenti di pari rating (ottimo).

 

· I CcT, i bond a tasso variabile emessi dallo Stato italiano, offrono una cedola annua che è pari al tasso BoT a 6 mesi (nell’ultima asta il tasso è stato dell’1,33% lordo) più lo 0,15% (oggi significa circa l’1,5% annuo lordo). Il tasso BoT è diverso da quello euribor: il primo è quello a cui prende in prestito i soldi lo Stato italiano, il secondo è quello a cui le banche della zona euro si scambiano denaro tra loro. Il primo di solito è un po’ più alto del secondo e la differenza con l’ultima asta si è allargata. Pensiamo però possa restare tale. Inoltre l’andamento dei due tassi dovrebbe essere tutto sommato simile. Per questo pur considerando che il CcT con scadenza 2017 quota oggi sul mercato 95,11, il bond Royal ci sembra offrire condizioni più interessanti (il limite del 6% non sembra un problema visto che la media storica del tasso euribor a 3 mesi è del 3%). Anche rispetto a un altro bond a tasso variabile, quello dell’Eni con scadenza 2015, Variabile max 6% sembra prevalere: l’Eni infatti paga solo lo 0,89% in più sul tasso euribor a 6 mesi, superiore di solo circa lo 0,3% (oggi circa l’1%) rispetto a quello a 3 mesi.


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Da acquistare allora? Solo se credete in un’impennata dell’euribor: se quest’ultimo dovesse riportarsi subito al 3%, il bond renderebbe, ai prezzi attuali (è già quotato) il 4,15% annuo netto da tasse e commissioni d’acquisto (pari allo 0,5%). Noi però non crediamo in questo scenario, ma ci aspettiamo una lenta risalita del tasso: non acquistatelo.

Operazione 10%: una scommessa sull’euribor


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Nello scenario di lenta ripresa dei tassi, è più interessante Operazione 10% (Isin NL0009408467): sempre a tasso variabile, con scadenza nel 2022, ma le cui cedole pagano tanto più quanto più bassi sono i tassi euribor (sono i cosiddetti bond reverse floater). Paga cedole semestrali che per i primi due anni sono fisse al 10% annuo, poi saranno pari al 10% meno due volte il tasso euribor a 6 mesi (ai livelli attuali siamo all’8% annuo). Interessante? È migliore di quasi tutti gli altri reverse floater sul mercato di cui molte pongono un tetto massimo al valore della cedola: per esempio Medio Credito Lombardo con scadenza 2018 paga cedole annue pari al 15% meno due volte il tasso libor a un anno (oggi sarebbe il 12,6%), ma con un massimo del 5,5%!


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L’unica competitiva è un’altra obbligazione Royal, con scadenza 2020, con cedola pari all’8% meno il tasso euribor a 3 mesi (attualmente la cedola annua sarebbe del 7,3% lordo). Noi, però, credendo in una lenta ripresa dei tassi e in virtù anche della cedola fissa per due anni al 10%, preferiamo Operazione 10%. Chi crede nello scenario di un lento recupero dei tassi può scommetterci qualcosa (poco, non più del 5% del portafoglio). Attenzione, abbiamo parlato di scommessa: se i tassi dovessero rialzarsi bruscamente, il titolo potrebbe non essere più così interessante. Il buon padre di famiglia ne stia alla larga.

 

Four%: non male, ma c’è di meglio


Four% (Isin XS0502707853) è un’obbligazione a tasso fisso denominata in dollari Usa. La durata è di 5 anni e la cedola (pagata trimestralmente) è del 4% annuo. Acquistandola oggi a Piazza Affari darà un rendimento netto annuo del 3,32% in dollari. Non male rispetto a altri bond in dollari, ma comunque inferiore a Republic of Italy 21/1/15 4,5%, che sempre in dollari rende il 3,57% netto annuo. Preferite quest’ultima: tra l’altro Royal è meno scambiata (rischio di maggiori costi “occulti” legati allo spread denaro-lettera).

Citigroup, come un tasso fisso: meglio la Grecia

 

· L’obbligazione Citigroup Tasso fisso-variabile scade nel 2016. La prima cedola, che sarà staccata il 29 marzo 2011, sarà del 4,25% lordo. Dal 2012 fino a scadenza le cedole diventano trimestrali e il loro importo annuo sarà pari al tasso euribor a 3 mesi, con un minimo del 3% lordo annuo.


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Se considerata come un bond a tasso fisso, nell’ipotesi peggiore, quella delle cedole al 3%, ai prezzi attuali, il rendimento del titolo è del 2,7% netto annuo. Il rating di Citigroup è sufficiente, lo stesso della Grecia: Hellas 3,6% 20/7/2016 rende il 6,84%. Perché il rendimento del titolo di Citigroup sia simile a quello del bond greco, l’euribor dovrebbe mantenersi dal 2012 al 2016 a un livello medio dell’8,5%! Ipotesi irrealistica. Preferite il bond greco, ma fino al 20% del vostro portafoglio.


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A chi avesse già esaurito la quota da dedicare ai bond greci, consigliamo di non acquistare l’obbligazione Citigroup. È vero che c’è la scommessa sull’andamento dei tassi, ma il 3% è comunque il valore medio storico del tasso negli ultimi 11 anni: improbabile che il rendimento sia nettamente superiore a quanto calcolato. Preferite Abn Amro 7 anni 4,3% 8/10/2016 (Isin NL0009061357; vedi Soldi Sette n° 860) che, pur con un rating superiore, rende ai prezzi attuali il 3,5% annuo netto.