Il mondo Altroconsumo:
Articoli riviste

Cellulari, costi in linea?

3 luglio 2006
Cellulari,  costi in linea?

Nonostante l’eccezionale diffusione dei telefonini, in Italia la concorrenza si muove poco e nulla si fa per facilitare la vita dei clienti. La nostra inchiesta parla chiarissimo

L'editoriale

Nonostante l’eccezionale diffusione dei telefonini, in Italia la concorrenza si muove poco e nulla si fa per facilitare la vita dei clienti. La nostra inchiesta parla chiarissimo:  sono all’ordine del giorno problemi e disservizi per attivare un’utenza, cambiare gestore portando con sé il proprio numero, monitorare il traffico telefonico o la correttezza dell’applicazione delle tariffe. E non basta. Invece di darsi battaglia migliorando i servizi e gareggiando sulle tariffe, i gestori italiani sono gli unici nell’Unione a far pagare un costo per ogni ricarica, che non è affatto una tassa, come si lascia intendere (la tassa governativa è prevista solo per gli abbonamenti), ma un vero balzello per i consumatori che finisce nelle tasche delle compagnie. Aggiungendo così un elemento di confusione sui costi delle chiamate e di fatto neutralizzando la convenienza delle pubblicizzatissime promozioni. È un costo molto elevato, che arriva fino a oltre il 30% del prezzo della ricarica, sostanzialmente identico tra le compagnie, almeno sino a un certo importo (60 euro) e qualunque sia il mezzo o canale utilizzato per l’acquisto: negozio, punto vendita convenzionato, Internet, bancomat, telefono. Un costo che non si giustifica, come pretendono le compagnie, con presunte spese di gestione della rete, distribuzione delle carte prepagate, commissioni bancarie o quant’altro. La situazione italiana è resa ancor più anomala e inaccettabile per i consumatori dal fatto che da noi i Gsm sono più diffusi e soprattutto il sistema della ricarica rappresenta oltre l’80% del mercato, contro percentuali molto più basse negli altri paesi, dove si preferisce l’abbonamento. Oltre confine (Germania, Spagna, Portogallo...) il prezzo pagato per ogni ricarica coincide con il credito disponibile oppure addirittura il credito supera il prezzo pagato, come in Francia e Belgio. E in questo modo, all’estero, guarda caso, si comportano anche le stesse compagnie che operano in Italia (Vodafone e Tre).

La Commissione europea, sollecitata da un consumatore che dopo aver raccolto 200 mila firme ha segnalato questa usanza tutta italiana, sta indagando per verificare se queste pratiche siano in contrasto con le normative comunitarie sulla concorrenza e se non si prefiguri un cartello tra le compagnie. Stesso obiettivo per l’indagine avviata, anche su nostra sollecitazione, dall’Autorità per le comunicazioni e da quella della concorrenza, che dovrebbe concludersi in un paio di mesi e che ci auguriamo porti  almeno all’eliminazione dei costi di ricarica.

Intanto, per l’estate, continuerà il salasso a danno del turista in giro per l’Europa. Infatti, varcati i confini nazionali, chiamare l’Italia o ricevere chiamate, vuol dire vedersi applicare tariffe tanto misteriose quanto dolorose per il portafogli. In questo groviglio di tariffe, che variano da paese a paese, in misura diversa a seconda dell’operatore e in cui è praticamente impossibile districarsi, non esiste di fatto la possibilità di scegliere la più conveniente e dunque di far giocare davvero la concorrenza. Perché i consumatori non continuino a subire costi ingiustificatamente alti, speriamo che l’Europa intervenga con un provvedimento, già annunciato da mesi e da noi risollecitato, chiedendo alle compagnie di rendere meno gravosi e più trasparenti i pedaggi che consentono il passaggio sulle diverse reti per trasportare le chiamate internazionali e di riallinearli a quelli nazionali.



OK Questo sito usa i cookies solo per facilitarne il suo utilizzo aiutandoci a capire un po' meglio come lo utilizzi, migliorando di conseguenza la qualità della navigazione tua e degli altri. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.