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Costi aggiuntivi di Tre: ottieni il rimborso

1 ottobre 2016
Costi aggiuntivi di Tre: ottieni il rimborso

Sei cliente Tre e hai scoperto addebiti inaspettati sulla tua utenza? Nel tuo dettaglio traffico sono comparse voci come "pagine sotto copertura Tre" e "contenuti sotto copertura Tre"? Ottieni da Tre il rimborso di quanto ti hanno addebitato senza il tuo consenso. Ecco come fare.

 

Ti è mai capitato di entrare in internet passando dal portale 3 e per ogni pagina che hai visitato ti sei visto addebitare 0,9 centesimi? O magari hai dovuto pagare inconsapevolmente traffico extra-soglia solo perché non sei stato avvisato che il tuo traffico era finito? Se hai scoperto sulla tua utenza questi o altri addebiti strani è arrivato il momento di chiedere indietro a Tre quanto sottratto: chiedi il rimborso di quanto ti spetta tramite i nostri avvocati. Telefona alla nostra consulenza giuridica dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 al numero 02.6961550.

Addebiti anche di 80 euro al mese 

In tanti infatti ci hanno segnalato strani addebiti in bolletta da parte dell’operatore Tre dovuti a traffico o servizi attivati senza rendersene conto. Si tratta in alcuni casi di piccole somme (generalmente 9 o 18 centesimi alla volta), difficilmente individuabili da parte di consumatori poco attenti ma che possono diventare elevate mese dopo mese; in altri casi si parla invece di somme ben più elevate, anche 60 o 80 euro al mese. Spesso gli addebiti hanno voci in bolletta come “Contenuti sotto copertura Tre” oppure “Pagine sotto copertura Tre”, ma non sono le uniche voci segnalate e contestate dagli utenti. Per questa scarsa trasparenza, Tre è stata nuovamente condannata dall'Agcom.

Pagine a pagamento e traffico extrasoglia

La modalità con cui avvengono questi addebiti non è per nulla chiara. I consumatori ignari che si sono rivolti a Tre per delucidazioni si sono sentiti rispondere che riguarderebbero la visita di pagine web a pagamento, considerate da Tre come "extrasoglia", ovvero al di fuori del pacchetto dati acquistato dall'utente. Una cosa, però, è certa: si tratta di addebiti sicuramente non trasparenti. In quasi tutti i casi, infatti, gli utenti vengono a conoscenza di questi addebiti solamente al momento della ricezione della bolletta (o dando un occhio allo storico degli addebiti) dove vengono citati tutti questi costi senza però consentire al consumatore di comprenderne correttamente l’origine nel dettaglio. Per questo motivo l’Agcom ha condannato l’azienda al pagamento di una multa di quasi mezzo milione di euro.



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