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Compri un ebook ma non ne sei proprietario: diffidati Amazon, Feltrinelli e Mediaworld

4 dicembre 2012
Compri un ebook ma non ne sei proprietario: diffidati Amazon, Feltrinelli e Mediaworld

Secondo i loro contratti di vendita, quando acquisti un libro elettronico non ne sei davvero proprietario, ma acquisti solo una licenza d’uso. E il venditore se li può riprendere quando vuole.

Immagina se un giorno, tornando a casa, trovassi la tua libreria completamente vuota. Immagina se tutti i volumi acquistati nel corso degli anni fossero spariti e con essi i ricordi e le emozioni provate nel leggerli. Non sono stati i ladri: nell’era digitale non ce n’è bisogno. È stato lo stesso negoziante che te li aveva venduti a decidere che non potevi più leggerli e se li è ripresi. Allibito? Eppure è quello che potrebbe accadere secondo le condizioni generali di contratto di uno dei principali operatori di mercato, Amazon, e del suo Kindle Store.


Clausole vessatorie

Noi abbiamo letto queste condizioni contrattuali e non ci sono piaciute. Quando acquisti un ebook sul Kindle Store in realtà stai soltanto ottenendo una licenza di lettura tramite il dispositivo Kindle. Non sei proprietario del libro, ma è come se l’avessi preso in prestito a tempo indeterminato: non lo puoi rivendere né prestare. Altre limitazioni, se violate, danno addirittura ad Amazon la facoltà di riprenderselo, senza rimborsarti.

Secondo le clausole del contratto, inoltre, Amazon potrà, a sua totale discrezione, sospendere o chiudere il tuo account: nel caso tu abbia deciso di conservare tutti gli acquisti effettuati nello spazio online che ti era stato concesso, potresti trovarti nelle condizioni di non potervi più accedere, neppure provvisoriamente, magari solo per recuperare degli appunti personali che avevi archiviato insieme agli ebook.


Partite le diffide

Per queste ragioni abbiamo mandato una diffida ad Amazon, chiedendo la cancellazione o la modifica delle clausole più penalizzanti (vessatorie) per il consumatore; se in un tempo ragionevole non riceveremo risposta (oppure le nostre richieste non saranno accolte), il passo successivo sarà un’azione inibitoria in giudizio. Il Codice del Consumo prevede infatti la possibilità per le associazioni dei consumatori di intentare un’azione inibitoria per chiedere la cancellazione o la modifica delle clausole vessatorie dai contratti.

Per analoghe ragioni abbiamo inviato una diffida anche al sito di Mediaworld, per le clausole vessatorie del suo contratto sui contenuti digitali, e a Feltrinelli.com, per il suo contratto di servizio degli ebook.



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