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Rimborso Iva sulla tassa rifiuti
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Rimborso Iva sulla tassa rifiuti

Rimborso Iva sulla tassa rifiuti: dopo la sentenza della Corte Costituzionali, dalla Finanziaria non è scaturita alcuna decisione definitiva su questa opportunità. In attesa di chiarimenti, alcuni Comuni si stanno intando muovendo, ma in direzioni diverse. Una situazione insostenibile, per fare chiarezza Altroconsumo ha scritto al Ministro Tremonti chiedendo la modifica del testo unico dell'Iva, che attualmente non include in nessuna parte questo tipo di servizio (in pratica per l'iva lo smaltimento dei rifiuti non è né imponibile né esente, non c'è…) e, in deroga allo statuto del Contribuente che prevede la non retroattività delle norme, la richiesta di conversione di quanto fin'ora indebitamente pagato in un credito d'imposta da utilizzare in compensazione.

Il modulo per il rimborso
Qualche mese fa la Corte costituzionale aveva stabilito che sia la Tarsu (tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani) sia la Tia (tariffa igiene ambientale) sono imposte e come tali l'Iva non deve essere applicata. Abbiamo predisposto un modulo per chiederne il rimborso. Ma su tutto questo pende ora la spada di Damocle delle decisioni del Governo.

Le iniziative di alcuni Comuni
Nel frattempo alcuni Comuni o Enti si sono già attivati, dando risposte per lo più negative. Altri Comuni si sono invece organizzati predisponendo direttamente i moduli per chiedere il rimborso.

  • Ad esempio il Comune di Larciano (Toscana) ha pubblicato un comunicato stampa in cui dice ai propri cittadini che a seguito della sentenza l'Iva sulla Tia è illegittima e, di conseguenza, si può chiedere a rimborso utilizzando il modello del Comune scricabile dal loro sito.
  • Di parere opposto è invece il Comune di Mira (Veneto), che con un comunicato stampa avvisa i cittadini che non darà corso ai rimborsi sino a quando lo Stato non prenderà una decisione in merito, chiarendo quale sia il da farsi da parte delle amministrazioni comunali.
  • Addirittura, il Comune di Genova ha dichiarato che nel caso in cui venisse riconosciuta la rimborsabilità dell'Iva pagata, il rimborso avverrà automaticamente, senza che il cittadino debba farne richiesta.

Che fare?
In attesa di capire cosa succederà, vediamo che fare nel caso in cui arrivi una risposta negativa dal Comune/Ente. Innanzitutto vefiricate bene la motivazione del rifiuto: se per esempio si tratta di un Comune che non ha mai applicato l'Iva, è ovvio che non vi spetti nulla. Diversamente, in caso di rifiuto c'è la possibilità di ricorrere alla commissione tributaria provinciale. Potete farlo come singolo contribuente se il valore della causa risulti inferiore a 2.582,28 euro. Al di sopra di questa cifra è necessario farsi assistere da un avvocato. Per fare ricorso alla commissione avete 60 giorni di tempo dal momento in cui ricevete la risposta negativa dell'ente o dal termine dei 90 giorni dalla presentazione della richiesta di rimborso. Valutate voi se ne vale la pena, considerando spese, tempi e importo dell'eventuale rimborso.

 

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