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febbraio 2008


La tormentata storia di Italia.it
Intervista a Enrico Paolini, vicepresidente Enit

Perché è fallito Italia.it?
La piattaforma tecnologica non ha funzionato. La perdita di due anni non è imputabile a noi, ma a chi in maniera folle ha destinato i soldi per un portale per il turismo a chi di questo settore non ne sapeva nulla. I fondi andavano dati subito alle Regioni, risparmiando tempo e denaro. Per fortuna sono rimasti un po' di soldi, che permetteranno di fare gli interventi tecnologici necessari per riavviare Italia.it.

Lei parla dei 21 milioni di euro stanziati a suo tempo per i contenuti. Dove finiranno adesso questi soldi?
Saranno messi a disposizione delle Regioni e questa sarà la base per riprendere il lavoro sul portale. Il ministro dell'Innovazione tecnologica Luigi Nicolais, in un recente incontro che abbiamo avuto sul destino del portale telematico, ha assicurato che il trasferimento dei fondi avverrà in tempi brevi.

Cosa ci assicura che l'Enit (Ente nazionale del turismo) riuscirà a fare ciò che Sviluppo Italia non ha saputo fare?
Non dimentichiamoci che l'Enit è un'Agenzia professionalmente deputata a occuparsi di turismo e che ha tutti i numeri per riuscire a dare seguito a questo progetto. Il ministro tra le altre cose ha assicurato che il Dipartimento ministeriale chiederà formalmente all'Enit di prendere in carico la redazione del portale, impegnandosi in questo modo a trasferire nella competenza dell'Agenzia 9 milioni di euro ancora nella disponibilità del ministero, che serviranno a riavviare il portale.

Soldi dati alle Regioni. Non faranno la fine dei fondi spesi inutilmente per il Portale interregionale del Turismo?
Fare questa ipotesi è pura illazione. Come riportato sulla stampa, le Regioni hanno utilizzato i fondi per appaltare i lavori per la piattaforma tecnica di avviamento del portale. Dunque, i soldi sono stati spesi per il "popolamento" dei contenuti del portale, con regolare gara d'appalto.

A chi sarà affidato lo sviluppo tecnologico del nuovo portale? Ancora Ibm?
Una volta affidato il portale all'Enit, provvederemo a eseguire una perizia tecnica, che descriva la situazione. Decideremo se pensare a una nuova piattaforma o andare avanti con quella esistente. In quest'ultimo caso, le Regioni inizieranno a fornire i contenuti. Lo sviluppo tecnologico, comunque, dovrà essere affidato a chi ne avrà le capacità.

A quando il nuovo portale?
Formalizzato l'affidamento, penso che in circa sei mesi l'Enit e le Regioni potranno procedere con le gare d'appalto e individuare i contenuti da inserire nel portale.



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