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WiMax: purtroppo nessuna frequenza libera tra le licenze da assegnare
Finalmente anche in Italia si inizia a regolamentare l'utilizzo delle frequenze WiMax , vera alternativa alla Adsl perché sfrutta la propagazione via radio della banda larga, consentendo di raggiungere parti del territorio italiano fino ad ora escluse dalla possibilità di un collegamento Internet veloce (su rete fissa).
Purtroppo nel provvedimento non si fa riferimento alcuno alla possibilità di lasciare una parte di frequenze al libero utilizzo senza scopo di lucro. È stato infatti indetto un bando per l'assegnazione di tre diritti d'uso complessivi (blocchi A, B e C); i primi due sono destinati a solo un operatore per ognuna delle "macroregioni" appositamente create, mentre l'ultimo blocco è rilasciato a livello regionale. Con questo sistema viene negata in questo modo l'idea che almeno una parte della rete WiMax sia destinata a tutti e venga considerata un bene comune.
Negativo a nostro giudizio anche il fatto che tre concessioni per regione sembrano essere troppo poche e che questa limitazione ponga le basi per una serie di oligopoli regionali. Anche ipotizzando che i vincitori delle aste siano diversi da regione a regione, questo produrrebbe un quadro di grande varietà a livello nazionale solo però apparente, senza che ci sia alcun vantaggio pratico per il consumatore.
Inoltre la concessione d'uso di queste frequenze ha una durata di 15 anni (rinnovabile), non può essere ceduta a terzi e decade nel momento in cui la frequenza non sia utilizzata per 30 mesi consecutivi. Ciò significa che se vince il bando di gara un operatore che possiede già un'altra tecnologia a banda larga senza fili (esempio l'Umts), è probabile abbia tutto l'interesse a non investire sul WiMax prima di 30 mesi: la partenza di questa tecnologia rischia pertanto di slittare sempre più avanti.
Il WiMax doveva essere uno strumento per risolvere il problema del digital divide in Italia. Fornire a tutti, cittadini e imprese l'accesso alla banda larga gratuito tramite WiMax sarebbe stato da stimolo anche allo sviluppo economico, oltre che a quello sociale e culturale. Magari concedere a Regioni ed Enti locali le licenze avrebbe permesso più agevolmente lo sviluppo del WiMax. Di sicuro ci sembra discutibile l'ipotesi di far partecipare alla gara soggetti, come i possessori di licenze Umts, che hanno tutti gli interessi a non fare decollare questa tecnologia.
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