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settembre 2005


Influenza aviaria: domande e risposte
Influenza aviaria: domande e risposte


Che cos’è l’influenza aviaria?

È una malattia infettiva che colpisce uccelli domestici (come polli o tacchini) e selvatici (come oche o anatre). E’ causata da un virus appartenente alla famiglia Orthomyxoviridae, che comprende i diversi virus responsabili dell’influenza dei mammiferi, tra cui l’uomo, e degli uccelli.
Per essere più precisi, il virus in questione appartiene al tipo A, che si suddivide in 15 sottotipi H e nove sottotipi N; il ceppo che sta colpendo gli uccelli dell’Asia è il “A H5 N1”.
Questa malattia è stata descritta per la prima volta in Italia nel 1878.    

Come si diffonde il virus?

Gli uccelli acquatici migratori, in particolare le anatre selvatiche, possono essere portatori del virus dell’influenza aviaria, ma sono generalmente più resistenti alla malattia. Il contatto diretto o indiretto tra questi animali e i volatili domestici (pollo e tacchino sono i più recettivi) è alla base del contagio e del successivo verificarsi di epidemie. Il pollame è molto sensibile all’infezione: questo, unito al fatto che gli allevamenti industriali tengono gli animali in condizioni di enorme concentrazione, favorisce il contaglio tra animali e l’insorgenza di vaste epidemie, con conseguenze socio-economiche anche gravi.    

Il virus può trasmettersi all’uomo?

Sì, ma è un evento raro. In genere si verifica quando c'è uno stretto contatto tra gli uomini e i volatili vivi infetti.

Quando questa situazione si trasforma in pandemia, cioè in epidema estesa?

Quando si origina un virus che ha sia la caratteristica di essere molto aggressivo (come il ceppo H5N1 dell'influenza aviaria), sia quella di essere molto contagioso, cioè facilmente trasmissibile da uomo a uomo (come il virus dell'influenza).

A oggi, ha senso per la popolazione italiana fare il vaccino contro l'influenza come misura precauzionale?

A oggi, non ci sono dati sufficienti per consigliare il vaccino antinfluenzale a tutta la popolazione. Come per gli scorsi anni, resta consigliabile per i bambini con problemi di salute, gli anziani sopra i 65 anni e i malati cronici, e a chi è esposto a un elevato rischio professionale.


In questo contesto, possono servire i farmaci antivirali?

Anche per i farmaci antivirali (Relenza della Glaxo SmithKline e Tamiflu della Roche) non ci sono evidenze sufficienti per consigliarne l'acquisto come misura precauzionale.

Ci sono dei rischi a mangiare carne di uccelli malati?

I virus dell'influenza aviaria si trasmettono per via respiratoria. Non sono mai stati registrati contagi per via alimentare. Il virus, comunque, è inattivato dal calore per cui non ci sono rischi a consumare carne di pollo cotta.

Quali sono i Paesi colpiti da questa epidemia?

Per molto tempo il virus aviario H5N1è stato registrato solo nei Paesi dell’estremo oriente. Ma ad agosto 2005 la sua presenza è stata confermata anche in Russia.
Ad ottobre 2005 il virus H5 N1 è stato isolato in Turchia, e conferme si attendono dalla Romania.
Per essere aggiornati su questi dati, invitiamo a consultare il sito dell’Unione Europea.

Che precauzioni ha adottato l’Europa?
La Commissione Europea modifica e aggiorna le sue decisioni alla luce dell’evolversi dell’epidemia nei diversi Paesi. Dopo le misure adottate verso l’estremo oriente e la Russia (agosto 2005), a ottobre 2005 la Comissione ha deciso di sospendere l’importazione di uccelli vivi, di carne di pollame e altri prodotti derivati da pollame anche dalla Turchia e dalla Romania.

Che precauzioni ha adottato l’Italia?

L’Italia si è allineata all’Europa nell’adottare misure cautelative.
Il ministero della Salute, inoltre, sta prendendo opportuni provvedimenti per aumentare i controlli.
Tra le altre cose, un’ordinanza ministeriale, dal 17 ottobre 2005, rende obbligatoria l’etichettatura per la carne di pollo e i volatili da cortile in genere.

L’OMS si è raccomandata di limitare i viaggi nei Paesi colpiti dall’influenza aviaria?

Non c’è nessuna restrizione, ma solo qualche indicazione precauzionale: evitare di visitare zone rurali e ossevare banali norme igieniche, quali lavarsi spesso le mani, possono evitare qualunque tipo di contagio



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