In quali casi il rilevatore può essere utile
A differenza di quanto accade per gli allarmi anti-incendio, non c'è un consenso unanime nei confronti dei rilevatori di monossido di carbonio. L'installazione di questi dispositivi può infondere un falso senso di sicurezza: "ora che ho l'allarme non posso avere sorprese". Questo però non è sempre vero: il rilevatore deve essere installato correttamente, controllato periodicamente, sostituito almeno ogni 5 anni, le sue batterie devono essere cariche… Insomma, anche ammesso di voler fare questo acquisto, è bene prima di tutto ridurre i rischi al minimo, il che vuol dire accertarsi che apparecchi come boiler, scaldabagni, stufe e quant'altro bruci combustibile per funzionare siano installati in maniera corretta e soprattutto che una buona ventilazione sia sempre garantita.
Dove mettere i rilevatori di CO
I rilevatori di monossido di carbonio fanno scattare un allarme sonoro quando la concentrazione di CO nella stanza è anomala. Perché abbiano senso, l'allarme deve scattare prima che si manifestino i sintomi di malessere nelle persone che si trovano in casa e deve esserci un rivelatore in ogni stanza in cui è installato un apparecchio a combustione (tipicamente in bagno e/o in cucina).
Dove vanno posizionati? Idealmente a una distanza orizzontale compresa tra 1 e 3 metri dall'apparecchio da "controllare". Vanno installati a soffitto o a parete ma a una distanza massima di 15 cm dal soffitto: è in alto che il monossido si concentra da subito perciò è cruciale che il rilevatore sia vicino al soffitto della stanza. Abbiate cura di installare l'apparecchio in modo che tutte le spie luminose (batterie in esaurimento, malfunzionamento ecc.) siano sempre visibili.
Ovviamente vanno evitati i punti in cui c'è maggiore ventilazione, che potrebbe ritardare l'allarme, ossia vicino a porte e finestre, e bisogna evitare di collocarli anche nelle immediate vicinanze dei fuochi di cucina o direttamente sopra un lavandino.
Rilevatori di CO: le marche testate