Italia.it: le risposte che ci aspettiamo dal ministro
Italia.it, il sito ufficiale del turismo italiano, è di nuovo online e già fa parlare di sé. Per vederci più chiaro, abbiamo provato a contattare il ministro Brambilla, ma non ci ha risposto. Il suo ufficio stampa ci ha fatto sapere che il ministro sta concludendo i progetti e le iniziative del suo Ministero in previsione dell'interruzione parlamentare della prima settimana di agosto. Inoltre è impegnata sulla preparazione del meeting in Abruzzo e ha una serie di impegni per le iniziative movimentiste del Pdl.
Dunque, non ha tempo per rispondere ai quesiti che le avevamo mandato via email e che trovate qui sotto. Ci riproveremo, aggiungendo anche le domande che avete lasciato voi e che abbiamo pubblicato qui sotto.
Le domande di Altroconsumo al ministro
Italia.it ha già fatto molto parlare di sé, in senso negativo, per quanto concerne gli ingenti stanziamenti di denaro pubblico messi a disposizione, ma non solo, sotto i precedenti governi sia nell'amministrazione Stanca sia in quella dell'On.le Rutelli. Ora, per sua iniziativa, Italia.it è di nuovo online anche se - per sua stessa ammissione - in versione "demo". Quale vuole essere, in concreto, il ruolo del portale Italia.it nei progetti del ministero del Turismo?
Cosa ne pensa il Ministro delle critiche costruttive che in Rete stanno spuntando come funghi (un esempio per tutti: http://www.facebook.com/group.php?gid=104699653402)? State pensando alla possibilità di raccogliere suggerimenti dalla Rete e, se sì, lascerete che i gruppi di critica si autogestiscano o pensate di convogliarli in un canale apposito da creare sul sito?
Nell'era del web 2.0 e dei social network, cosa vi fa pensare che saranno in molti a utilizzare Italia.it come strumento di scelta per le proprie vacanze (posto che sia questo lo scopo del sito)?
Sul sito si legge: "È vietato l'utilizzo, la pubblicazione, la distribuzione, l'inclusione dei contenuti pubblicati nel sito in altri siti Internet, salvo apposita autorizzazione dei titolari dei diritti sui contenuti stessi". Siamo sicuri che sia questo il modo migliore per incoraggiare la promozione di informazioni tramite internet?
Alitalia e Trenitalia, aziende private che compaiono con i loro loghi in basso nella home page e in altre pagine del sito, sono sponsor ufficiali dell'iniziativa? Rimarranno gli unici sponsor? Quanto pagano per questa visibilità?
Come mai la politica del Governo nei confronti dei siti che mostrano contenuti generati dagli utenti, o comunque da terzi (Youtube, Facebook...) sembra essere quella dell'addossare responsabilità legali ai gestori del sito, mentre nelle note legali di Italia.it si esclude ogni responsabilità per i contenuti generati da terzi? E, inoltre, le guide virtuali di Italia.it adotteranno una tecnologia per oscurare i volti dei passanti, come fa Google Street View?
Sarà prevista una sezione utile del sito dove veicolare in tempo reale eventuali alert relativi, ad esempio, a particolari situazioni climatiche che possono inficiare la normale fornitura dei servizi turistici in alcuni territori o, analogamente, situazioni di crisi che possono colpire alcune compagnie o tour operator (vedi attualmente i casi Myair e Todomondo) con conseguenti cancellazioni, ritardi e altri disagi? Saranno previste faq o consulenze online ai turisti che eventualmente dovessero affrontare tali esperienze? Anche questo sarebbe un modo efficiente di promuovere il turismo in Italia, non trova?
Quale procedura è stata seguita per la realizzazione del portale? È stata bandita una gara? Se sì ce ne potrebbe fornire i riferimenti?
È stata individuata la causa degli insuccessi passati di Italia.it? Cosa è stato cambiato per cercare di far sì che non si ripetano?
Quali sono i costi previsti per il nuovo sito?
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