Il latte crudo
risponde a tutta la normativa in vigore circa il latte e a quella che riguarda
gli operatori alimentari per ciò che riguarda igiene e tracciabilità. Inoltre vi
sono due circolari emesse dalla Regione Lombardia che riguardano in maniera
specifica la vendita diretta di latte crudo al consumatore. Queste danno
indicazioni abbastanza precise sulla collocazione dei distributori e su come
devono essere fatti.
In particolare:
- non devono trovarsi nei
locali di mungitura e di deposito del latte, bensì a parete, tipo bancomat, in
un locale chiuso dotato di corrente elettrica e acqua potabile o all’aperto ma
con una tettoia di protezione;
- il locale deve essere di facile e agevole
pulizia e disinfezione;
- le superfici destinate a entrare in contatto con
gli alimenti devono essere in materiali idonei;
- la temperatura del latte
deve essere compresa tra 0 e 4 °C;
- i distributori vanno collocati lontani
da finestre e porte a vetri, per garantire la protezione dai raggi solari;
-
il rubinetto di erogazione deve essere fatto in modo tale da non essere esposto
a contaminazioni e da non sporcarsi facilmente;
- lo sportello di chiusura
deve richiudersi automaticamente.
La legge fissa poi tutta una serie di
parametri microbiologici per quanto riguarda la carica batterica totale e la
presenza di cellule somatiche, indice, se presenti in quantità importanti, che
la bovina da cui proviene il latte poteva avere un’infiammazione in corso al
momento della mungitura:
- tenore in germi a 30 °C inferiore o uguale a
50.000 per ml;
- quantità di cellule somatiche inferiore o uguale a 300.000
per ml;
- germi patogeni e loro tossine devono essere assenti.