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giugno 2006


Latte crudo
Cosa dice la legge

Il latte crudo risponde a tutta la normativa in vigore circa il latte e a quella che riguarda gli operatori alimentari per ciò che riguarda igiene e tracciabilità. Inoltre vi sono due circolari emesse dalla Regione Lombardia che riguardano in maniera specifica la vendita diretta di latte crudo al consumatore. Queste danno indicazioni abbastanza precise sulla collocazione dei distributori e su come devono essere fatti.
In particolare:
- non devono trovarsi  nei locali di mungitura e di deposito del latte, bensì a parete, tipo bancomat, in un locale chiuso dotato di corrente elettrica e acqua potabile o all’aperto ma con una tettoia di protezione;
- il locale deve essere di facile e agevole pulizia e disinfezione;
- le superfici destinate a entrare in contatto con gli alimenti devono essere in materiali idonei;
- la temperatura del latte deve essere compresa tra 0 e 4 °C;
- i distributori vanno collocati lontani da finestre e porte a vetri, per garantire la protezione dai raggi solari;
- il rubinetto di erogazione deve essere fatto in modo tale da non essere esposto a contaminazioni e da non sporcarsi facilmente;
- lo sportello di chiusura deve richiudersi automaticamente.
La legge fissa poi tutta una serie di parametri microbiologici per quanto riguarda la carica batterica totale e la presenza di cellule somatiche, indice, se presenti in quantità importanti, che la bovina da cui proviene il latte poteva avere un’infiammazione in corso al momento della mungitura:
- tenore in germi a 30 °C inferiore o uguale a 50.000 per ml;
- quantità di cellule somatiche inferiore o uguale a 300.000 per ml;
- germi patogeni e loro tossine devono essere assenti.



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