Telefonia: liberalizzare davvero
05-07-2007
A causa del perdurante dominio assoluto di Telecom Italia nel fisso e nella banda larga, i consumatori, oltre a non godere appieno dei benefici attesi dalla liberalizzazione in termini di qualità del servizio e riduzione dei prezzi, non sono ancora stati posti nelle condizioni di svolgere, attraverso l'esercizio di una scelta libera e consapevole, quel ruolo fondamentale che renderebbe il mercato più concorrenziale, premiando gli operatori più efficienti.
Rivolgiamo le nostre proposte all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, ma anche al Governo e alla Commissione europea. Infatti, le soluzioni che riteniamo possano meglio tutelare l'interesse dei consumatori in questa complessa situazione richiedono necessariamente un intervento legislativo di modifica del Codice delle comunicazioni elettroniche e, probabilmente, se Telecom Italia non si determinasse a sottoporre spontaneamente un proprio impegno e/o se tale impegno si rivelasse insufficiente, anche un intervento ad hoc da parte della Commissione europea.
Questi in sintesi i punti principali della nostra proposta:
- non vogliamo una separazione solo funzionale per la gestione della rete di accesso, che nel nostro Paese rischierebbe di essere solo di facciata, ma una vera e propria separazione societaria. Questo, però, senza che vengano ridotti gli attuali obblighi che Telecom Italia deve osservare sul mercato del consumo;
- il servizio universale deve essere ridefinito, in modo ricomprendere l'accesso a Internet e alla banda larga, stabilendo una velocità di banda garantita;
- l'accesso alla rete deve essere inteso come un bene comune, indispensabile al mantenimento e allo sviluppo tecnologico, del quale tutti gli operatori debbono contribuire per poter continuare a operare nel mercato delle telecomunicazioni.
In pratica, ci opponiamo a una sorta di baratto tra l'accettazione da parte di Telecom Italia della separazione funzionale, in cambio della concessione da parte dell'Agcom di un allentamento dei vincoli sul mercato dei consumi: questo non gioverebbe né alla concorrenza né ai consumatori. Per noi la separazione deve essere societaria e non deve accompagnarsi ad alcun allentamento degli obblighi. In caso contrario, infatti, l'ex monopolista continuerebbe di fatto a conservare una posizione dominante sul mercato.
In allegato il nostro contributo alla consultazione pubblica promossa dall'Agcom.