Sembra imminente l'arrivo in Italia dell'iPhone, grazie al probabile accordo fra Apple e Telecom.
Lanciato sul mercato americano, l'iPhone (apparecchio "all in one" - telefonino, palmare e lettore di musica e video) è già un best seller. Bello e desiderabile lo è di sicuro, ma non mancano le pecche. Prima fra tutte è il fatto che questo concentrato di tecnologia venga distribuito con un "blocco", cioè ha un sim lock, una sorta di lucchetto che impedisce al dispositivo di funzionare con un operatore telefonico diverso da quello con cui il colosso di Cupertino ha stretto accordi. Negli Stati Uniti funziona solo con la rete di AT&T: il blocco dura due anni.
Non mancano i tentativi - riusciti - di togliere i lucchetti e farlo funzionare con altri gestori. Spopola su Youtube il video-denuncia di un ragazzo che prende a morsi il sim lock dell'iPhone. E pare che gli ultimi sforzi della Apple si siano concentrati nella messa a punto di sistemi sempre più potenti ed efficaci nel proteggere il software e l'esclusiva.
In Europa, Apple ha firmato un contratto con O2 (in Gran Bretagna), T-Mobile (Germania) e Orange (Francia). Per l'Italia, è imminente l'accordo con Telecom.
Chiediamo che la prossima commercializzazione in Italia dell'iPhone avvenga nel pieno rispetto delle leggi nazionali, delle delibere del Garante delle Comunicazioni e dei diritti dei consumatori.
L'Agcom ha infatti sancito che non solo il sim lock non può durare più di 18 mesi ma che, se si vuole vendere un apparecchio bloccato, questo avrà un prezzo molto più basso rispetto al suo prezzo pieno. In altre parole, sì al "blocco" ma solo in cambio di un sussidio sul prezzo, un consistente sconto. Altrimenti il consumatore rinuncerebbe alla propria libertà in cambio di nulla. C'è di più. La legge Bersani ha stabilito che il consumatore, in caso di obbligo contrattuale di un certo numero di anni, ha diritto di recesso in qualunque momento, sottolineando che non è possibile far pagare una penale giustificata dai costi che l'operatore è costretto a sostenere in questi casi.
Esiste poi l'obbligo di vendere un apparecchio, e l'iPhone non dovrà fare eccezione, sia nella versione "bloccata" si in quella "sbloccata", ovviamente con prezzi differenti. Il livello di guardia è ancora più alto perché Apple detiene il 75% del mercato dei lettori di musica digitale.
Inoltre ha un sistema chiuso a terze parti (che è già sotto indagine in Francia) e di conseguenza comincia a farsi concreto il rischio che possa estendere la sua posizione dominante nel mercato degli apparecchi integrati (lettori di musica-telefonino-smartphone).Se poi in Italia dà l'esclusiva a un operatore come Tim/Telecom, che è già stato notificato per la sua notevole forza di mercato, potrebbero esserci dei seri pericoli di tipo concorrenziale.