L'Antitrust blocca i siti di suonerie per cellulari. Dietro segnalazione di Altroconsumo, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha condannato le società Zero9, One Worldwide, Jamba, Neomobile e Club Zed per la diffusione di messaggi pubblicitari ingannevoli sulle suonerie per telefonini.
I messaggi prospettavano la possibilità di inviare un certo numero di sms gratuitamente, ma in realtà riguardavano una proposta di abbonamento a un servizio di suonerie e di altri contenuti per cellulare. Contestati anche la visibilità e le dimensioni ridotte delle condizioni generali dell'offerta e il fatto che la pratica commerciale scorretta fosse rivolta prevalentemente ad adolescenti e che chiunque potesse attivare il servizio (semplicemente mandando un sms) anche su un numero diverso dal proprio (non ci sono infatti adeguati controlli).
In due casi, Zero9 e Neomobile, l'Antitrust ha disposto il pagamento di una sanzione amministrativa di 155.000 euro (Zero9) e 115.000 euro (Neomobile). Gli operatori di telefonia mobile sono stati ritenuti corresponsabili della diffusione della pratica commerciale contestata e condannati al pagamento di sanzioni che in entrambi i casi ammontano a: 315.000 euro per Telecom Italia, 285.000 euro per Vodafone, 265.000 euro per Wind e 185.000 euro per Tre (le sanzioni per gli operatori telefonici sono state commisurate alle quote di mercato).
Negli altri casi (One Worldwide, Jamba e Club Zed), l'Autorità ha imposto il blocco dei siti con i messaggi scorretti e ha comunicato che approfondirà le responsabilità degli operatori telefonici.
In questi giorni stanno girando, sulla stampa e in rete, notizie che fanno riferimento a un provvedimento del Tar che ribalterebbe il provvedimento dell'Antitrust. Si tratta in realtà di casi di disinformazione, in quanto la sentenza del Tar (di cui non conosciamo ancora le motivazioni) è riferita a casi precedenti, quando non era ancora entrata in vigore l'attuale normativa sulle pratiche commerciali scorrette.