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Altroconsumo: nuove analisi rilevano presenza ITX in altri succhi di frutta. Confermata presenza ITX solo in uno dei primi nove prodotti segnalati
Il problema ITX negli alimenti esiste ed è
documentato da nuove analisi di laboratorio.
Le nuove analisi rilevano la
presenza della sostanza chimica Isopropil Tioxantone nei succhi di frutta.
Il problema ITX negli alimenti esiste ed è documentato
da nuove analisi di laboratorio, rese note oggi da Altroconsumo, associazione
indipendente di consumatori.
Le nuove analisi rilevano la presenza della
sostanza chimica Isopropil Tioxantone nei succhi di frutta. Su 12 campioni
analizzati, 2 sono risultati significativamente positivi: i succhi di frutta
Santal Arance Rosse (lotto DD scadenza 15.05.06) e Santal 100% Arancia (lotto DC
scadenza 29.05.06).
E’ dunque ormai evidente come la presenza della sostanza
chimica sia un problema che riguarda altre categorie di prodotti oltre il latte
artificiale liquido per bambini.
Altroconsumo ha chiesto al laboratorio di ripetere
le analisi sui 9 campioni (succhi di frutta, latte UHT, latte di crescita,
panna da cucina) riscontrati e certificati positivi alla contaminazione da ITX
la scorsa settimana. Le analisi ripetute hanno escluso la presenza di ITX per 8
dei 9 campioni. L’unico confermato positivo è il campione di prodotto Milupa
Babymil latte di crescita con scadenza maggio 2006 e pertanto successiva a
quella (febbraio 2006) dei prodotti che risultano essere stati sinora
ritirati.
Sia i nuovi risultati delle analisi rese note oggi che le certificazioni delle analisi della scorsa settimana sono state ufficialmente consegnate ai NAS e messe a disposizione dei ministeri della Salute, delle Politiche agricole e delle Attività produttive, nonché delle procure competenti.
“Altroconsumo adotta la massima trasparenza comunicando tempestivamente i risultati delle analisi e delle eventuali successive verifiche non appena ne giunge in possesso. Vorremmo che i produttori facessero altrettanto” ha dichiarato Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo. “Sappiamo che esistono liste di prodotti inviate dai singoli produttori alla grande distribuzione perché provvedano al loro ritiro a scopo cautelativo. Tutti i consumatori hanno diritto di conoscere tali liste: chi avesse ancora in casa proprio quei prodotti, a lunga conservazione, deve poter evitare di consumarli.” ha commentato Martinello.
L’associazione indipendente di consumatori chiede dunque a gran voce che i produttori rendano pubbliche le liste di prodotti attualmente in ritiro nella grande distribuzione.
Dal canto suo, sul sito www.altroconsumo.it l’associazione rende accessibili l’elenco completo dei prodotti sottoposti ad analisi e i relativi rapporti di prova.