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Altroconsumo sulla contaminazione Ogm
Servono misure più concrete per garantire la libertà di scelta dei consumatori
La legislazione europea delega agli stati membri la possibilità di introdurre misure di coesitenza nelle coltivazioni ogm e non-ogm, limitandosi però a fornire indicazioni generiche, non garantendo la libertà di scelta né dei coltivatori né dei consumatori.
Servono misure più concrete per garantire la libertà di scelta dei consumatori
La legislazione europea delega agli stati membri la possibilità di introdurre
misure di coesitenza nelle coltivazioni ogm e non-ogm, limitandosi però a
fornire indicazioni generiche, non garantendo la libertà di scelta né dei
coltivatori né dei consumatori.
La cornice legislativa europea deve
cambiare, se si vuole evitare la babele delle decisioni a livello locale, e
conseguentemente diversi livelli di tutela, inaccettabili per i consumatori
Altroconsumo, partecipando oggi al SANA a Bologna, con il presidente Paolo Martinello che interverrà al seminario Coesistenza, contaminazione e zone ogm-free, organizzato da Consumers International, invita l’istituzione europea a rivedere radicalmente la Raccomandazione del luglio 2003, determinando più concretamente quali misure adottare per evitare che i consumatori che non vogliono scegliere prodotti ogm si trovino di fronte alla non possibilità di scelta.
“Agli stati membri sono stati fornite solo misure di valutazione economica, senza che questi possano effettivamente prendere decisioni che incidano positivamente sulla salute umana o sull’ambiente, né introdurre zone ogm free nelle quali il rischio di contaminaziome sia efficacemente prevenuto” ha dichiarato Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo.
Secondo Altroconsumo esiste il concreto pericolo che la soglia di contaminazione considerata accidentale passi come in realtà una soglia di tolleranza, senza che in futuro si possa più intervenire per abbassarla ulteriromente.