Comunicati Stampa

Altroconsumo: taxi, piu' auto, meno spesa

30 novembre 2007

La trattativa fra il sindaco di Roma e i tassisti si basa su uno scambio: aumento delle tariffe (+18%) contro aumento delle licenze taxi (500). Alla base ci sarebbero due considerazioni: le tariffe sono ferme dal 2001 e il numero di abitanti e turisti di Roma è aumentato negli ultimi anni.

La trattativa fra il sindaco di Roma e i tassisti si basa su uno scambio: aumento delle tariffe (+18%) contro aumento delle licenze taxi (500). Alla base ci sarebbero due considerazioni: le tariffe sono ferme dal 2001 e il numero di abitanti e turisti di Roma è aumentato negli ultimi anni.

Siamo quindi ancora legati a due logiche dannose per il consumatore: la prima, è normale che i prezzi aumentino; la seconda, l'offerta (numero di taxi) deve essere stabilita in funzione della domanda (abitanti).

Due logiche che servono solo a proteggere una categoria professionale dal mercato.

Per Altroconsumo questa interpretazione delle liberalizzazioni, volute dal ministro Bersani, le appesantisce con logiche del tutto incompatibili con il libero mercato. Se si volesse realmente dare una scossa al settore, e dare un buon servizio al consumatore, occorrerebbe ragionare in modo diverso: aumentare i taxi e diminuire le tariffe per renderle accessibili a tutti. In questo modo aumenterebbe la domanda del servizio taxi, grazie al prezzo più basso. Servizio taxi che lavorerebbe con margini più ridotti, ma con fatturati maggiori.

È altrettanto evidente che questo avrebbe effetti sulla struttura delle imprese di taxi, che dovrebbero organizzarsi diversamente per rispondere a un diverso contesto competitivo. Ci si deve chiedere se i tassisti siano imprenditori, oppure no. Se il servizio taxi vuole essere veramente un servizio pubblico capace di alleggerire le città dal traffico privato oppure solo un servizio che si paga a caro prezzo. Con l'aggravante che i consumatori, quando lo cercano (in aeroporto o in stazione), non lo trovano.




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