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Credito al consumo. Altroconsumo: bene la riforma del settore, sino ad oggi scarsa trasparenza e informazione

6 luglio 2007
Credito al consumo. Altroconsumo: bene la riforma del settore, sino ad oggi scarsa trasparenza e informazione

Un passo avanti nella tutela dei consumatori sul fronte del credito al consumo in Italia, ancora esposto a pratiche di scarsa trasparenza sul costo effettivo e finale dei finanziamenti, come emerge dalla recente inchiesta di Altroconsumo su 185 negozi in otto città italiane.

Un passo avanti nella tutela dei consumatori sul fronte del credito al consumo in Italia, ancora esposto a pratiche di scarsa trasparenza sul costo effettivo e finale dei finanziamenti, come emerge dalla recente inchiesta di Altroconsumo su 185 negozi in otto città italiane. Questo il giudizio dell'associazione indipendente di consumatori sul fatto che oggi il Consiglio di ministri abbia messo in agenda la riforma del credito al consumo, con un disegno di legge ad hoc.

Nel concreto il consumatore si raffronta con un'offerta di finanziamenti accompagnata, nella prassi, da informazioni scarse, nulle o al peggio ingannevoli: dall'indagine condotta da Altroconsumo sull'offerta dei prestiti finalizzati in 185 punti vendita di Bari, Bologna, Brescia, Genova, Milano, Roma, Napoli e Torino, la metà degli operatori ha dato informazioni non corrette sul TAEG, il 20% non ne ha fornito nessuna. Poter vedere il contratto di finanziamento prima della firma è stato quasi sempre impossibile.

Operatori commerciali poco corretti, dunque, a fronte di una domanda che cresce: il mercato del credito al consumo nell'ultimo anno è aumentato di quasi il 20% rispetto allo scorso periodo.

La riforma del settore nel nostro Paese anticiperebbe la revisione a livello europeo della direttiva sul credito ai consumatori, che ristagna da più di due anni a livello comunitario. Le novità contenute favorirebbero la concorrenza, con l'obbligo per gli enti finanziatori di consegnare il modulo che riassume le condizioni del credito e permettere così un confronto tra le offerte, sia la trasparenza, introducendo una definizione più chiara del TAEG.




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