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Direttiva TV senza frontiere: Altroconsumo e le associazioni europee sulla pubblicità televisiva
Limitare gli abusi, ne va della salute dei più
giovani
Nel 2006 i bambini obesi o in sovrappeso nell'Unione europea sono stati
stimati in circa 22 milioni. L'attività di educazione ad un'alimentazione
corretta e sana è controbilanciata dal bombardamento pubblicitario su
prodotti ricchi di grassi, zuccheri o sale.
Nel 2006 i bambini obesi o in sovrappeso nell'Unione europea sono stati
stimati in circa 22 milioni, e l'aumento di anno in anno è di 1,2 milioni, su un
totale di 71,5 milioni di popolazione infantile (fonte: International Journal of
Paediatric Obesity, 2006).
I genitori e le famiglie in Europa sono
sotto pressione: l'attività di educazione ad un'alimentazione corretta e sana è
controbilanciata, e spesso resa vana, dal bombardamento pubblicitario su
prodotti ricchi di grassi, zuccheri o sale.
In Italia la situazione, secondo Altroconsumo, è preoccupante: la pubblicità alimentare fa la parte del leone sull'insieme dei prodotti e servizi pubblicizzati, rappresentando più del 25% di tutti i messaggi pubblicitari trasmessi nei più comuni orari di ascolto tv dei bambini. Tra gli spot alimentari, occupano il primo posto, con il 20% sul totale, prodotti come biscotti e merendine, alimenti ricchi di grassi e zuccheri.
Pratiche pubblicitarie non più sostenibili, se si vuole combattere concretamente l'obesità infantile, come documentato anche negli altri Paesi d'Europa dalle altre associazioni indipendenti di consumatori, aderenti come Altroconsumo al BEUC, Bureau européen des associations des consommateurs. Qualche esempio: nel Regno Unito sono state individuate almeno 40 tecniche diverse utilizzate dall'industria alimentare per vendere i prodotti ai bambini. In Francia 9 prodotti su 10 oggetto di pubblicità televisiva destinata all'infanzia sono da sconsigliare per lo scarso equilibrio nutrizionale. In Spagna il 48% dei messaggi pubblicitari diffusi durante le trasmissioni per i piccoli riguardano prodotti di catene fast-food, patatine, cereali troppo zuccherati…
A livello europeo qualche istituzione pubblica sta già reagendo, come
l'OFCOM, l'autorità inglese di regolamentazione, che ha annunciato il divieto
della pubblicità in tv, durante, prima e dopo trasmissioni destinate ai bambini,
per gli alimenti con una percentuale di sale, zucchero o grassi superiore alle
quantità consigliate.
La scorsa settimana 53 ministri europei, tra cui il
nostro ministero della Salute, hanno firmato una Carta per la lotta contro
l'obesità che spinge all'adozione di norme che riducano sensibilmente la portata
e l'impatto della pubblicità di bevande e alimenti altamente calorici,
soprattutto nei confronti dei bambini.
Il 13 dicembre prossimo gli eurodeputati saranno chiamati a votare in seduta plenaria la direttiva sui servizi dei media audiovisivi, la cosiddetta "tv senza frontiere". Altroconsumo e le altre associazioni del BEUC si aspettano dai loro rappresentanti un'azione decisa contro la pubblicità ai più giovani su prodotti sbilanciati nel contenuto di grassi, zuccheri e sale.