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Discussa davanti al Tar del Lazio la richiesta di bocciatura dei mini-spot durante le partite
I mini-spot durante le partite costituiscono ormai una prassi, illegale, delle reti televisive italiane che violano il diritto dei consumatori/telespettatori.
Si è discusso oggi davanti al Tar del Lazio il ricorso sostenuto da Altroconsumo, introdotto dal Gruppo L'Espresso, per l’annullamento della delibera dell'AGCOM del 26 luglio 2001 che consente la messa in onda di mini-spot durante le partite di calcio. La sentenza verrà depositata nelle prossime settimene.
Secondo Paolo Martinello, presidente dell’associazione, “la delibera è in
netto contrasto con la normativa nazionale e comunitaria in materia di
pubblicità televisiva. I mini-spot durante le partite costituiscono ormai una
prassi, illegale, delle reti televisive italiane che violano il diritto dei
consumatori/telespettatori ad una pubblicità che rispetti i limiti di
affollamento previsti dalla legge”.
“L’illegalità dei mini-spot - continua
Martinello - è oltremodo stata confermata ieri dalla Commissione europea che ha
aperto l'ennesima procedura di infrazione nei confronti dell'Italia sulla
pubblicità TV”.
Altroconsumo chiede che l'AGCOM intervenga ora impedendo che la pubblicità venga trasmessa durante le fasi di gioco. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni deve inoltre intensificare e rendere più efficaci i controlli sulla pubblicità TV, compresa quella rivolta ai bambini.
“A sei mesi dalla segnalazione all’AGCOM da parte della nostra associazione
dello sforamento dei tetti pubblicitatri di Rai e Mediaset - dice Martinello -
non abbiamo avuto alcun seguito da parte dell’Autorità. Il Ministro delle
Comunicazioni ha per contro risposto a un’interrogazione parlamentare,
presentata in base alla nostra inchiesta, criticando l’attendibilità
dell’indagine con argomentazioni pretestuose e carenti di adeguata
informazione”.