- Sei qui:
- Home
- Esposto Altroconsumo all'AGCOM per oscuramento servizio pubblico Rai
La tua cronologia
- Economia in lenta ripresa. Lo rileva l'indice trimestrale di Soldi Sette
- Direttiva TV senza frontiere: Altroconsumo e le associazioni europee sulla pubblicità televisiva
- Dieci anni di Euro, bilancio delle famiglie italiane: potere d'acquisto diminuito. Dove si è liberalizzato prezzi in discesa
- Dal metrò alla ferrovia, inchiesta sulla sicurezza in 21 città in Europa - Già nel 2001 denuncia di Altroconsumo sui percorsi pericolosi
- Credito al consumo. Altroconsumo: bene la riforma del settore, sino ad oggi scarsa trasparenza e informazione
Esposto Altroconsumo all'AGCOM per oscuramento servizio pubblico Rai
Altroconsumo ha depositato oggi all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni un esposto per oscuramento delle trasmissioni del servizio pubblico radiotelevisivo RAI.
Altroconsumo ha depositato oggi all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni un esposto per oscuramento delle trasmissioni del servizio pubblico radiotelevisivo RAI.
L'esposto (guarda tra le risorse) è stato inviato anche all'Antitrust e alle DG Concorrenza e società dell'informazione della Commissione europea.
I fatti: nel periodo dal 16 aprile 2009 al 21 giugno 2009, oltre 1.800.000 telespettarori muniti di decoder satellitari non hanno potuto vedere circa 357 programmi dei canali RAI1, RAI2 e RAI3. Tra le trasmissioni oscurate risultano almeno diciotto edizioni di tg nazionali.
Inoltre dal 14 luglio 2008 RAI non rende disponibile, neppure parzialmente, sulle piattaforme distributive satellitari il canale televisivo di servizio pubblico RAI4, visibile unicamente attraverso ricevitori digitali terrestri.
Altroconsumo chiede ad AGCOM di verificare quanto riportato sulla stampa circa la tecnologia di decodifica NAGRA adottata dalla nuova piattaforma satellitare Tivù Sat utilizzata da RAI, Mediaset e Telecom a partire dal 1 agosto 2009.
Secondo gli esperti di settore, infatti, con la nuova tecnologia di decodifica oltre 6.445.000 decoder già presenti nelle case degli italiani non potranno vedere i contenuti criptati sulla nuova piattaforma.
L'associazione indipendente di consumatori chiede all'Autorità di intervenire sollecitamente aprendo un'istruttoria per garantire la fruizione del servizio pubblico radiotelevisivo.