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Inchiesta su medici e farmacisti, comprare un farmaco generico: solo metà dei pazienti riesce

9 settembre 2005
Inchiesta su medici e farmacisti, comprare un farmaco generico: solo metà dei pazienti riesce

Altroconsumo ha condotto un’indagine tra i medici e i farmacisti. Oggi in Italia su 75 pazienti che volessero curare un mal di denti con un farmaco generico, solo 38 riescono a ottenere il medicinale più economico.

Le proposte di Altroconsumo al ministro Storace per aumentare la concorrenza e contenere il prezzo dei farmaci

Altroconsumo ha condotto un’indagine tra i medici e i farmacisti. Oggi in Italia su 75 pazienti che volessero curare un mal di denti con un farmaco generico, solo 38 riescono a ottenere il medicinale più economico. Infatti su 75 medici solo 21 hanno indicato il farmaco equivalente; dei restanti, 21 hanno indicato un farmaco di marca non sostituibile; dei 33 farmaci sostituibili indicati dai medici, solo 17 farmacisti ne hanno proposto la sostituzione.

Inattuata anche la novità del decreto 149/2005 sul possibile sconto sui farmaci senza obbligo di ricetta: solo 4 su 74 farmacie hanno effettivamente applicato la riduzione del prezzo. Altri 16 farmacisti hanno proposto la sostituzione con un farmaco meno caro. Questa la fotografia-inchiesta scattata da Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, che questo pomeriggio incontrerà con altri rappresentanti il ministro della Salute Francesco Storace sul tema del contenimento del prezzo dei farmaci.   I medicinali a prezzo contenuto, generici o equivalenti, stentano a prendere piede in Italia, purtroppo anche a causa di scarsa sensibilità dimostrata da medici e farmacisti. La legge 149/2005 ha meritevolmente riportato alla ribalta il tema dei prezzi dei farmaci in fascia C, quelli a totale carico dei cittadini, prezzi tenuti alti da un mercato immobile, dominato da una situazione di monopolio distributivo.

“I farmaci non sono una merce come tutte le altre” ha dichiarato Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo; “evitare la banalizzazione del consumo di farmaci è la nostra massima preoccupazione; allo stesso tempo, però, è necessario introdurre degli elementi che permettano alla concorrenza di giocare il suo ruolo e di incidere sul ribasso dei prezzi, come chiesto a più riprese anche dall’Autorità garante della Concorrenza e del mercato” ha concluso Martinello.  

Bene il primo passo fatto con la legge, ma occorre proseguire sulla stessa strada, con più incisività, adottando, secondo Altroconsumo, le seguenti decisioni:  

  •  evitare che i cittadini spendano per farmaci la cui efficacia è dubbia e non provata: rivedere la fascia C, eliminando tutto quello che non è in grado di dimostrare effetti terapeutici. 
  • Rivedere il meccanismo di formazione dei prezzi dei farmaci, come indicato anche dell’Antitrust.
  • Liberalizzare i canali di vendita, eliminare il numero chiuso di farmacie sul territorio e la titolarità dell’esercizio commerciale riservata ai farmacisti.
  • Abolire il diritto di esclusività della vendita di OTC, aprendo al canale della grande distribuzione a condizione che sia presente del personale qualificato, che siano migliorati i foglietti informativi degli OTC e le indicazioni sulle confezioni,  e che la pubblicità di questa categoria di farmaci sia ulteriormente regolamentata, limitando l’apertura di vendita ad una selezione di principi attivi realmente efficaci e di provata sicurezza d’uso
Solo aprendo effettivamente i canali di vendita dei farmaci alla concorrenza, anche interna alle stesse farmacie, l’adozione di politiche di sconto avranno un senso e un impatto effettivo. Altrimenti, rischiano solo di essere un palliativo momentaneo.




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